Carcere di Miogni, sovraffollamento al 180%: in attesa dei nuovi spazi

Varese, amministratori locali e referenti di associazioni in visita alla struttura. I detenuti sono 97 a fronte di una capienza di 53. Le aree comuni sono ridotte

La delegazione che ha visitato la casa circondariale Miogni di Varese

La delegazione che ha visitato la casa circondariale Miogni di Varese

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Varese – Nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione una delegazione ha visitato la casa circondariale Miogni di Varese. Presenti amministratori locali in rappresentanza di Comune, Provincia e Regione e referenti di associazioni. La delegazione ha incontrato direttore, comandante, personale di polizia, operatori sanitari e detenuti e ha potuto visitare celle, bagni, spazi comuni, sale colloqui e cortile. Dalla visita è emerso un quadro caratterizzato da spazi esigui e vetusti, con più detenuti di quelli previsti e mancanza di personale penitenziario.

Il problema del sovraffollamento

In particolare la delegazione ha riscontrato che sono presenti 97 detenuti su 53 di capienza, di cui 9 in semilibertà o art.21, 56 italiani e 41 stranieri. Questo a fronte di 52 operatori di custodia di cui 6 occupati in traduzioni e 13 in uffici amministrativi, per un totale di 33 attivi all’interno. Inoltre sono assunti 2 educatori. Le celle sono sovraffollate: almeno 2 detenuti per cella, in alcuni casi 3. Solo al piano terra sono dotate di doccia, negli altri due piani le docce sono condivise. Nei bagni non ci sono bidet, l’acqua calda non sempre funziona e ci sono evidenti perdite d’acqua. Ogni cella è dotata di ventilatore grazie ad una recente donazione. Gli spazi comuni sono esigui e piccoli, il cortile esterno non ha spazi d’ombra. Le celle sono chiuse per 16 ore su 24: per 8 ore al giorno i detenuti hanno la possibilità di chiedere di uscire 4 ore per il “passeggio” e 4 ore per attività sociali.

La strada dell’ampliamento

L’assistenza medica offerta da Asst Sette Laghi non è h24: il presidio medico termina alle 20 e quello infermieristico alle 22. Più del 50% dei detenuti sono tossico o alcol dipendenti: all’interno del carcere entra l’equipe del Serd almeno 2 volte alla settimana. Nella struttura è attiva la cicloofficina oltre a corsi di lavanderia e cucina che permettono di lavorare poi nella lavanderia e nella mensa. Periodicamente si attivano anche laboratori e attività offerte da associazioni e volontari, ma gli spazi esigui limitano lo sviluppo ulteriore di momenti di socialità e formazione. Con l’obiettivo di ampliare gli spazi del carcere è in corso un’interlocuzione tra il Comune e il Ministero della Giustizia per allargare l’area dei Miogni all’adiacente comando di Polizia locale. Una destinazione individuata nel nuovo Pgt a cui sta lavorando Palazzo Estense.

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