Dieci anni fa moriva Carlo Azeglio Ciampi, presidente della Repubblica dal 1999 al 2006. Fu governatore della Banca d'Italia dal 1979 al 1993, anno in cui fu nominato presidente del Consiglio. Negli anni successivi fu Ministro nei governi Prodi e D'Alema e poi eletto al Quirinale. Il suo impegno nelle istituzioni fu caratterizzato dalla valorizzazione dei principi costituzionali e segnato dalla guida del Paese in un delicato processo di trasizione anche sul fronte europeo.
Gli studi e l'antifascismo
Nato a Livorno nel 1920, nel 1941 a Pisa conseguì la laurea in filologia classica e anche il diploma della Scuola Normale. Chiamato alle armi nello stesso anno, dopo l'armistizio dell’8 settembre 1943 rifiutò di aderire alla Repubblica sociale di Salò, rifugiandosi in Abruzzo, dove trovò Guido Calogero, condannato al confino per le sue posizioni antifasciste. Era stato suo professore a Pisa e suo ispiratore. Nel ‘44 Ciampi con un gruppo di circa 60 persone si mise in marcia per unirsi agli Alleati. Un viaggio difficile che prevedeva l’attraversamento della Maiella. Arrivato a Bari si arruolò nel rifondato esercito italiano e aderì al Partito d'Azione dove militò fino allo scioglimento nel 1947.
La carriera alla Banca d'Italia
Nel 1946 conseguì la seconda laurea in giurisprudenza all'Università di Pisa e nello stesso anno venne assunto da Banca d'Italia, dove avrebbe avuto una carriera lunga mezzo secolo. Dapprima lavorò presso le filiali locali, poi ricoprì ruoli ispettivi fino a diventare capo del Servizio studi, poi divenne segretario generale, vicedirettore generale e direttore generale e infine nominato governatore della Banca d'Italia e presidente dell'Ufficio italiano cambi. Nel 1993 assunse la carica di presidente del Consiglio dei ministri. Fu il suo esordio nelle istituzioni. Durante il suo mandato durato fino al maggio del 1994 affrontò in particolare la lotta all'inflazione e l'accordo sul costo del lavoro tra governo e parti sociali, avviò la privatizzazione di imprese pubbliche. Sempre nel corso dello stesso decennio ha ricoperto altri incarichi di estrema rilevanza: governatore onorario della Banca d'Italia, vicepresidente della Banca dei regolamenti internazionali, presidente del Gruppo consultivo per la competitività in seno alla Commissione europea.
Ministro nei governi Prodi e D'Alema
Dal maggio 1996 al maggio 1999, nel quadro dei governi Prodi e D'Alema, ha rivestito il ruolo di ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica in una fase in cui era stringente il tema del risanamento dei conti pubblici e del raggiungimento dei parametri stabiliti dal Trattato di Maastricht finalizzato all’adesione dell’Italia all’euro. Ha avuto anche un ruolo come presidente del Comitato interinale del Fondo monetario internazionale. Il 13 maggio 1999 è stato eletto presidente della Repubblica in prima votazione, un’elezione che poté contare su una larga maggioranza. I suoi anni al Quirinale furono caratterizzati da un profondo focus nel sostenere i principi dell'unità e dell'identità nazionale, di ispirazione risorgimentale e resistenziale, mettendo sempre l’accento sul valore della Costituzione repubblicana come patrimonio collettivo e condiviso del popolo italiano e sull’importanza dell'Unione Europea non solo sul piano economico.
La cerimonia a Palazzo Madama
Per il decennale della sua morte è stato organizzata a Palazzo Madama, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del presidente del Senato Ignazio Larussa, una commemorazione.