Caro bollette, stangata sulle aziende  - L'Unione Sarda.it

L’indagine.

20 settembre 2026 alle 00:12

Tre micro e piccole imprese su quattro in ginocchio per i costi dell’energia 

L'energia è diventata una componente strutturale della competitività delle micro e piccole imprese. Non solo per il livello dei prezzi, ma soprattutto per la loro volatilità, che rende più difficile programmare l'attività e sottrae risorse agli investimenti. È quanto emerge dall'indagine "Energia e piccole imprese", realizzata da Cna su un campione rappresentativo di imprese associate appartenenti a diversi settori produttivi. Per la Sardegna, dove il tessuto produttivo è composto in larga parte da micro e piccole imprese artigiane, e dove ai costi dell'energia si sommano da sempre gli svantaggi legati all'insularità, il tema assume un rilievo ancora maggiore rispetto alla media nazionale.

La fotografia

Il 76,5% delle imprese ha registrato un aumento della spesa energetica nell'ultimo semestre; tra quelle interessate dai rincari, il 45,8% segnala una crescita tra il 10% e il 20% e il 19,1% oltre il 20%. Il 78,2% delle imprese è preoccupato per le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici; per l'86,7% è cresciuto negli ultimi dodici mesi il livello di allarme legato ai costi dell'energia; per l'84% delle imprese il costo dell'energia incide in misura rilevante sull'attività: il 39,1% lo definisce molto impattante, il 44,9% abbastanza impattante. Il 56,8% delle imprese ha subito una riduzione della marginalità aziendale; solo il 20,4% è riuscito a trasferire almeno in parte i maggiori costi sui prezzi; il 2,7% ha dovuto ridurre produzione o servizi. Secondo la rilevazione, il 78,2% delle imprese considera preoccupanti per la propria attività le conseguenze delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici. Soltanto il 7,1% non ravvisa particolari motivi di preoccupazione. Il costo dell'energia incide in misura rilevante sull'attività dell'84% delle imprese: il 39,1% lo considera molto impattante e il 44,9% abbastanza impattante.

«Colmare il divario»

Per la Cna Sardegna è necessario superare una politica energetica affidata prevalentemente a interventi congiunturali. Ciò significa anche accelerare sugli investimenti infrastrutturali che possano ridurre il divario energetico dell'Isola rispetto al resto del Paese. «Le nostre imprese, in gran parte micro e piccole realtà artigiane – dichiarano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale di Cna – non hanno la forza contrattuale per trasferire gli aumenti sui prezzi e finiscono per assorbirli riducendo i margini e le risorse disponibili per investire e creare occupazione». Quindi, «la crisi energetica non può più essere affrontata come un'emergenza temporanea. Servono strumenti accessibili alle micro e piccole imprese, maggiore trasparenza del mercato e interventi strutturali capaci di ridurre l'esposizione alla volatilità dei prezzi». Tutto questo per la Sardegna, dove le criticità infrastrutturali si sommano a quelle nazionali, «significa anche colmare il divario energetico che penalizza da sempre il nostro sistema produttivo. Porteremo questi risultati al confronto con la Regione, il Governo e il Parlamento: la politica energetica deve riconoscere la specificità del sistema produttivo sardo fatto di micro e piccole imprese che sono il primo presidio di occupazione e comunità nei nostri territori».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sottoscrivi

Sottoscrivi