Carolina Rey: "Lavoro 7 giorni su 7, ma sono fortunata. Porto mio figlio sempre con me: viaggiare lo arricchirà. Ballando? Perché no"

Eva Elisabetta Zuccari
Carolina Rey, 34 anni (Crediti Instagram)

Ogni mattina la sveglia suona quando fuori è ancora notte. Alle otto e mezza, impeccabile, Carolina Rey è già in diretta su Rai 1, al timone del programma più mattiniero della televisione italiana: UnoMattina Estate. Chi immagina che il fine settimana sia sinonimo di riposo non conosce i suoi ritmi: il sabato e la domenica si trasferisce dietro ai microfoni di RTL 102.5 per No Problem – Viva l’Italia, senza tralasciare i numerosi festival estivi che la portano a condurre in ogni angolo della Penisola. Eppure, di fronte a un'agenda così serrata da stakanovista, sorride: “Le ore di lavoro sono ironicamente le uniche in cui riesco a riposare. Nel pomeriggio mi rifugio al mare, a Fregene, da mio figlio: ed è esattamente lì che inizia la fatica vera”. 

La vita della conduttrice romana, 34 anni, orbita oggi intorno a due poli ben definiti: una carriera in piena ascesa e il legame simbiotico con Filippo, 7 anni. Oltre a un amore su cui, però, preferisce mantenere la massima riservatezza. È un periodo intenso, insomma: il suo momento d'oro. Non a caso la parola “felicità” è quella che più ricorre nel corso della nostra conversazione.

Sette giorni su sete, divisa tra studi televisivi, radio e palchi istituzionali. Ritiene che il ferro vada battuto finché è caldo?

“Assolutamente sì. Credo si debba avere un profondo rispetto del lavoro e di chi decide di accordarti la propria fiducia. Quando sono in diretta, poi, io sono felice. Finché il fisico mi sostiene... (ride, ndr)”. 

Come riesce a mantenere un equilibrio, sia mentale sia fisico, con ritmi così serrati?

“Possiedo una grande forza di volontà e, soprattutto, amo profondamente la mia professione. Cadrò nell'abuso di un cliché, ma è straordinariamente vero che se si fa il lavoro che si ama, non si lavorerà un solo giorno della propria vita. La sfida più complessa risiede nel mantenere alto il livello di energia, ma non avverto la fatica: la gioia supera ogni sforzo. E poi, fortunatamente, esistono gli integratori”.

Nel pomeriggio, poi, la aspetta suo figlio a Fregene. 

“Esattamente. A Fregene ho preso una casa dove si sono stabiliti mio figlio e mia madre; lei si occupa di lui finché io sono impegnata a Roma. Al mio arrivo, poi, ci diamo il cambio. Filippo è un bambino estremamente energico e fisico: amiamo fare la lotta, nuotare in piscina, non si ferma un solo istante. Ecco perché lo studio di UnoMattina finisce per diventare quasi il mio momento di relax”. 

Lo scorso anno la sua conduzione a UnoMattina Estate rappresentava un test, quest'anno è arrivata la conferma. Come si sente cambiata rispetto al debutto?

“Ho acquisito una maggiore consapevolezza, sono decisamente più serena. Lo scorso anno avvertivo il peso di un'enorme responsabilità nel prendere le redini di un contenitore televisivo letteralmente storico. Come dice Alessandro (Greco, ndr): la vittoria vale molto, ma la riconferma ancora di più. Lo considero un solido atto di fiducia da parte dell'azienda”.

Con Alessandro Greco sembra essersi instaurata un'alchimia sincera.

“Siamo un po’ come Sandra e Raimondo, sia detto ovviamente con il massimo rispetto per due giganti della televisione. Essendo amici e persone non permalose, siamo capaci di vivere il lavoro con leggerezza, amiamo scherzare e punzecchiarci continuamente. Conosciamo i rispettivi limiti e le reciproche virtù. Per quanto si possa pensare che la televisione sia un mondo artefatto, l'affetto autentico valica lo schermo; il pubblico lo percepisce. Io conoscevo Alessandro dai tempi di Furore, che guardavo da adolescente; mi sono accostata a lui con una profonda reverenza, mentre quest'anno mi ritrovo un amico vero”.

Grazie a UnoMattina, ha anche scoperto una passione per la medicina. 

“I blocchi sulla medicina sono i miei preferiti. Ad Alessandro lascio invece volentieri la pagina culinaria: su quel fronte sono ferma ai prodotti surgelati. Mi appassionano molto anche le esistenze delle persone comuni, la possibilità di entrare in empatia con loro. Credo che questa sia la mia dote principale: la capacità di emozionarmi ancora ogni giorno. Questa sensibilità mi è stata d'aiuto anche nell'affrontare la cronaca nera”.

C'è stato un evento o una notizia che l'ha messa in difficoltà?

“La scomparsa di Pippo Baudo. Abbiamo seguito le esequie in diretta ed è stato estremamente complesso. Si ha il dovere di raccontare la dipartita di un’icona, di un uomo che ha siglato la storia della televisione, con estremo tatto e rispetto, nei confronti dei suoi familiari e del pubblico. La nostra diretta si è estesa per ben tre ore, una maratona che pochissimi programmi sono chiamati ad affrontare”.

Lei ha spesso definito la sua carriera non come un'ascesa fulminea, bensì come una costruzione composta mattone su mattone. A che punto del percorso ritiene di essere arrivata?

“Diciamo che, per mantenere la metafora, ho innalzato delle pareti solide. Ora attendo il tetto”.

E come immagina il tetto?

“Mi piacerebbe moltissimo consolidare il percorso nel daytime. Trovo affascinante l’idea di fare compagnia alle persone nelle loro case, raccontando quotidianamente l'evoluzione del mondo. Tuttavia, amo la mia natura poliedrica, ho lavorato molto anche nell'intrattenimento, dunque conservo una forte curiosità verso la vita. Al momento non ci sono progetti contrattualizzati per la stagione invernale, vedremo cosa ne sarà”.

Nei mesi scorsi il suo nome è stato accostato con insistenza al cast di Ballando con le stelle. Si tratta di un'ipotesi concreta?

“Sarebbe un'esperienza che accoglierei con immenso entusiasmo, sebbene io sia rigida come un palo della luce! (ride, ndr). È una sfida che non ho mai affrontato prima d'ora, quindi perché no? Staremo a vedere”. 

Ha iniziato a lavorare a soli 12 anni, tra musical e teatro. Era determinata già allora?

“Sì, ed ero assolutamente certa della mia direzione. Sono sempre stata una grande sognatrice, e lo sono tuttora. Anzi all'epoca ero forse ancora più caparbia, ambiziosa e ostinata di quanto non sia oggi: sapevo che sarei arrivata dove volevo. Crescendo, poi, ognuno di noi si confronta con la realtà e si trova costretto a ridimensionarsi o a sviluppare un certo cinismo. La maternità, inoltre, mi ha centrata su un asse differente: tutto ciò che arriva oggi è qualcosa in più, lo considero un dono". 

Porto mio figlio ovunque, sempre con me: non riesco proprio a separarmi da lui, mi dà un’energia unica. Spero che tutto questo viaggiare insieme diventi, un giorno, il suo bagaglio più prezioso

Suo figlio Filippo la segue praticamente ovunque: era con lei anche a Sanremo. È una scelta o una necessità pratica?

“Io lo porto con me ovunque sia possibile. Non sono capace di separarmi da lui per troppi giorni; Filippo mi infonde una carica e un’energia insostituibili. Inoltre, reputo che per lui sia un’importante esperienza formativa: spero che tutto questo viaggiare possa tramutarsi in un prezioso bagaglio di ricordi, in un arricchimento personale. Mi gratifica poter condividere con lui i momenti più belli del mio percorso. A Sanremo poi è divertito molto, complice anche il fatto di aver saltato qualche giorno di scuola, elemento che ha comprensibilmente apprezzato”. 

Si dice che sia già un piccolo showman...

“Nonostante la tenera età, è già dotato di un'ironia e di una prontezza di spirito sorprendenti”.

Si tratta, in fondo, della stessa infanzia che ha vissuto lei, al seguito di sua madre, nota cantante lirica.

“È probabile che io replichi questo schema proprio per quel vissuto. Da bambina accompagnavo mia mamma nei teatri, dietro le quinte dei concerti, la ascoltavo esibirsi. Per me era naturale esserci, così come oggi ritengo naturale che mio figlio sia al mio fianco”.

È, a tutti gli effetti, una figlia d'arte cresciuta respirando la scena.

“Sono nata e cresciuta con la consapevolezza che non avrei potuto fare altro nella vita. All'inizio non avevo una direzione precisa: avvertivo una totale naturalezza sul palcoscenico, nel comunicare e nel raccontare, ma non avevo ancora focalizzato l'obiettivo principale”. 

Collaborare con Carlo Conti è stata la lezione più grande. Veder lavorare un professionista come lui, convinto che la vera forza sia il gioco di squadra, è un'esperienza grandiosa

Qual è stato il momento più formativo di questa lunga gavetta?

"Io cerco di assimilare da chiunque mi circondi, "rubo con gli occhi", da sempre. Collaborare con Carlo Conti mi ha trasmesso moltissimo: accanto a Pippo Baudo, ritengo sia uno dei pilastri più solidi del nostro mondo dello spettacolo. Veder lavorare un professionista come lui, convinto che la vera forza sia il gioco di squadra, è stata una lezione grandiosa". 

E la prova più complessa?

“Probabilmente il Festival di Sanremo. Trattandosi di un sogno cullato a lungo, portava con sé un carico emotivo notevole. La tensione legata alle aspettative era faticosa, ma una volta sul posto ho vissuto l'esperienza con grande divertimento. È volata. Sono rimasta a Sanremo un mese, un periodo di intenso lavoro costruttivo”. 

Cercando il suo nome su Internet, l'attenzione è spesso concentrata sul suo aspetto fisico e sul suo passato dimagrimento. Oggi sente ancora il peso del giudizio o ha trovato un equilibrio?

“Oggi vivo in un assoluto equilibrio, con me stessa e col resto del mondo. Sto attraversando una fase di profonda serenità e pace interiore. Tuttavia, si è trattato di una conquista. Soprattutto durante l’adolescenza le pressioni e i giudizi mi hanno portata a confrontarmi con fragilità e insicurezze importanti: a 15 anni ho preso tantissimo peso in pochissimo tempo per problemi legati alla resistenza insulinica, motivo per cui oggi ne parlo. So che molte giovani donne attraversano le medesime difficoltà. Devo dire poi che anche su questo l'arrivo di Filippo ha riequilibrato le assi”. 

Lei ha firmato anche un romanzo dedicato all'amore, “In un'altra vita”. Un'opera profondamente romantica.

“Sono un'inguaribile romantica e una sognatrice. Racconta la storia di due protagonisti che si incontrano in un momento storicamente errato delle loro esistenze; una storia che non si concretizza mai nel reale, ma che si fonda su un sentimento così assoluto da renderli costantemente presenti l’uno per l’altro, fino a permettere loro di ricongiungersi in età adulta”. 

Il suo passato è segnato dalla separazione dal padre di suo figlio (il produttore Roberto Cipullo, ndr), con il quale oggi mantiene rapporti sereni. Si ritiene una donna fortunata in amore?

“In un altro momento della mia vita le avrei risposto negativamente, poiché alcune storie d'amore importanti e profonde si sono concluse. Oggi, tuttavia, ho scelto di mutare prospettiva: mi considero fortunata per il solo fatto di averlo provato, l’amore. Ci sono persone che non sperimentano mai l'amore nella loro vita. Di conseguenza sì, sono stata fortunata, anche laddove gli epiloghi sono stati dolorosi”. 

E in questo esatto momento, Carolina Rey è innamorata?

“Diciamo che in questo momento... sono molto fortunata”. 

Carolina Rey e Alessandro Greco