Nuoto L’appello del tecnico imolese: "I risultati ci sono, ma so che in fondo si tratta di una questione economica importante"

Il tecnico Cesare Casella e, in alto a sinistra, Simone Cerasuolo (Isolapress)

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È positivo il bilancio del tecnico dell’Imolanuoto Cesare Casella, al termine dell’Europeo di Parigi. Certo, è mancata la ciliegina della medaglia d’oro, ampiamente alla portata di Simone Cerasuolo (che comunque si è portato a casa un argento e un bronzo), ma Casella guarda oltre i risultati. "Simone ha dimostrato di essere il più forte a livello mondiale – esordisce –. Nei 50 rana ci aspettavamo un 26’’ basso e così è stato, e in gara si è visto il lavoro fatto in questi mesi per migliorare l’ampiezza della bracciata, oltre la frequenza. Aspetti da consolidare in situazioni di maggiore tensione, come può essere una finale dove infatti ha nuotato una bracciata in più rispetto a batteria e semifinale. Il fattore emotivo ha influito in piccola parte, soprattutto serve essere più solidi tecnicamente. Lui è travolgente e la sua forza è rendersi conto della sua potenza. Per questo era deluso, vorrebbe già entrare in acqua e riprendere il suo percorso".
Più in chiaroscuro le prove di Michele Busa nella farfalla e Anita Bottazzo. "Busa può fare meglio rispetto a quanto ha nuotato ma arrivando dalla qualificazione all’ultimo al Sette Colli, penso si sia fatto il massimo. È un nuotatore da 100, fatica nei 50 dove deve migliorare la base di velocità. Con Anita ho avuto modo di parlare più di quanto non facciamo durante l’anno e sostanzialmente ha pagato un periodo in cui non è riuscita a nuotare, tra aprile e maggio, dovendo preoccuparsi più che altro delle questioni relative al cambiamento di Università. Se Bottazzo tornerà in America, Cerasuolo e Busa si rimetteranno in vasca il 7 settembre. Il prossimo impegno sono i Mondiali in vasca corta di Pechino (1-6 dicembre). Già qualificato Cerasuolo, gli altri posti passeranno per i vari meeting, su tutti il trofeo Nico Sapio di Genova (30 ottobre-1 novembre), sempre che la Federnuoto non appronti un campionato italiano prima del mondiale.
Dopo Pechino, si penserà alla vasca lunga e qui potrebbe sorgere qualche problema logistico per l’Imolanuoto, vista la chiusura della piscina di Ravenna utilizzata di solito. Facendo tornare così di attualità un argomento già affrontato in passato. "In questi tre mesi nessun problema, saremo alla Ruggi e due volte alla settimana andremo alla Sterlino a Bologna – chiude Casella –. Dopo faremo qualche collegiale in più e inoltre dovremo integrare un’altra seduta settimanale in lunga, che potremo fare alla piscina dello stadio, sempre a Bologna, o in alternativa a San Marino. Oppure spererei in un’altra ipotesi, quella della copertura della nostra vasca da 50 metri, ma capisco che al di là del fattore emotivo, visti i risultati raggiunti dall’Imolanuoto in questi trent’anni, si tratta di una questione economica importante". Chissà.
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