In mattinata si è diffusa la notizia che l'uomo arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dell’ottobre scorso a Ranucci, sarebbe stato aggredito nel pomeriggio dell’1 settembre. "Non presenta segni di percosse", spiegano i suoi avvocati. Ma fonti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria fanno sapere che non c'è stata nessuna aggressione
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Valter Lavitola, arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato dell’ottobre scorso al conduttore di Report Sigfrido Ranucci, sarebbe stato aggredito nel carcere di Rebibbia. Sarebbe successo, secondo quello che riportano diverse testate, tra cui Il Corriere della Sera, nel pomeriggio dell’1 settembre. "Abbiamo sentito Lavitola il quale riferisce di stare bene e di non presentare segni di percosse. Stiamo rivolgendo alla Procura della Repubblica una richiesta per ottenere contezza dell'esistenza e del contenuto della nota della polizia penitenziaria presso il carcere di Rebibbia relativa alla presunta aggressione subita", dicono oggi Sergio ed Arturo Cola, legali dell'imprenditore. Intanto, però, fonti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria fanno sapere che non ci sarebbe stata alcuna aggressione.
Le indagini
Sul fronte investigativo, nel mentre, a meno di una collaborazione dello stesso Lavitola, restano da colmare i vuoti temporali di svariate settimane nel corso degli anni nelle chat fra l'imprenditore e Ranucci. Intanto, il 31 agosto, il gip di Roma aveva respinto la richiesta di domiciliari avanzata da Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, arrestati perché ritenuti tra gli esecutori materiali dell’attentato del 15 ottobre 2025. Secondo il gip, c'è "reticenza" e "non credibilità" in alcuni passaggi dell'interrogatorio avvenuto giovedì scorso. D'Avino e Passariello, quindi, restano in carcere.
Le polemiche sul futuro di "Report"
Intanto, nessun passo avanti è stato fatto dopo i primi colloqui tra il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini e i due inviati storici della squadra di Report, Bernardo Iovene e Giulio Valesini, che hanno ribadito la ferma contrarietà della redazione alle nomine dei due nuovi conduttori, Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti. Senza una marcia indietro della Rai - hanno spiegato -, i giornalisti interni sono pronti a scioperare e quelli esterni a lasciare in blocco la trasmissione. Tutto questo mentre Ranucci è tornato a criticare e scelte aziendali. L'occasione arriva dalle parole di Piervincenzi, che a Il Domani ha detto di essere dispiaciuto per il fatto che l'ex conduttore aveva definito mediocre la decisione della Rai. "Confermo, e specifico: mediocre non è la vostra professionalità, ma la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana", ha scritto Ranucci, aggiungendo che "la Rai ha giustificato la vostra nomina richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nei Tg regionali", non per "dirigere un programma di inchieste". Poi il giornalista ha accusato Presutti di "opportunismo e furbizia" e di aver mentito ai colleghi quando già sapeva della sua nomina.