Mostra Cinema Venezia, Leone d'Oro alla Carriera a George Clooney

Oggi, mercoledì 2 settembre 2026, durante la cerimonia di apertura della 83ª edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia (SEGUI LA DIRETTA), nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, George Clooney, 65 anni, riceverà il Leone d’Oro alla Carriera. L’attrice Premio Oscar Laura Dern terrà la laudatio. “Ho vissuto tantissimi momenti straordinari a Venezia. La Mostra è senza dubbio il mio festival preferito e ricevere il Leone d’Oro è un onore immenso. Probabilmente significa anche che sto invecchiando, ma va bene così", aveva dichiarato la star di Hollywood nell’accettare il riconoscimento.

"NARRARE STORIE PER IMPARARE DAGLI OCCHI DEGLI ALTRI"

“Credo che narrare storie sia qualcosa di cui abbiamo bisogno. Non possiamo vivere senza. Come società, dobbiamo vedere il mondo dagli occhi degli altri, altrimenti non impariamo nulla”. George Clooney ha esordito così alla conferenza stampa di Venezia 83. L’attore e regista ha poi ricordato la sua “storia d’amore con Venezia dura da 30 anni, mi sono anche sposato qui, ed è stato il momento più bello...sarei nei guai se non lo dicessi. È una città romantica e di speranza, così come questo festival. Chi viene a Venezia e dice che non è innamorato della città sta male, è uno dei luoghi più belli del mondo”. Stasera la consegna del Leone d’Oro alla Carriera, “berrò”, ha detto con ironia. “Nei prossimi giorni usciremo a cena. Questa è una città dove si prende una barca, si passa un ponte e ci si trova improvvisamente in un ristorante con quattro tavoli, con un gestore che ti accoglie. È una città di grande ottimismo”. Ha poi definito “preoccupante” lo stato del giornalismo nel mondo. “I ricchi del mondo sono proprietari del Washington Post e di X e cinque o sei delle principali fonti di informazioni sono detenute dalle persone più ricche del mondo. Ma c'è ancora speranza, io e mia moglie abbiamo grande ammirazione e appoggiamo il giornalismo. Io stesso e mia moglie siamo figli di giornalisti. È un mestiere che è sempre stato sfidato. Credo che l'informazione troverà peroò sempre un modo per essere libera”. Poi, sulla carriera da regista, ha spiegato: “Ho due bambini di nove anni, non lo faccio più per poter passare tempo con loro. Ho vissuto grandi esperienze. Ho raccontato storie che le persone hanno amato o odiato: sono stato nominato a un Premio Oscar, ma anche molto criticato”. Sul premio alla carriera, ha ammesso: “Oggi mi sento un po’ Jay Kelly. Ho 65 anni e tutto è malinconico, ma sono molto fortunato. Ho una moglie che mi ama moltissimo, ho due figli straordinari, e posso lavorare quando voglio. Ci sono cose nel mondo che non vanno bene, dobbiamo sentirne il peso, ma dobbiamo anche festeggiare le tante cose belle che ci presenta la vita”. Nel suo metodo, il copione “è fondamentale, se c’è un buon copione si farà un bel film. Poi dipende dal regista. Un tempo facevo anche tre film all’anno, oggi ho altre priorità. Bisogna accettare il cambiamento”. In ogni caso, “con Matt Damon e Brad Pitt farei qualsiasi cosa. Appena riusciremo a incrociare i calendari, lavoreremo a un film Ocean’s”. Clooney si è pronunciato anche sul cambiamento climatico: “Ci troviamo in un momento in cui i grandi che hanno il potere dicono che la scienza non sia reale e che il surriscaldamento globale non proseguirà”. Eppure, per gli incendi estivi, “in diversi villaggi nel sud della Francia, tante persone hanno perso le case. Anche a Como ci sono stati incendi. È stata un’estate straordinariamente secca e calda. Prima o poi, però, i governi vorranno affrontare la questione”. Sul proprio rapporto con le arti figurative, poi, l’attore ha esaltato la pittura. “Quando ero molto giovane ho lavorato in un centro commerciale come caricaturista”, ha raccontato. Interrogato sulla propria attuale visione degli Stati Uniti, ha invece detto: “Sono sempre molto ottimista, ma credo che siamo in una situazione poco fortunata, per dirla con un eufesmismo. Ho visto gli Stati Uniti nel 1968 quando le città erano in fiamme e la capitale era circondata da militari armati. Siamo in una "kakistocracy" attualmente, la situazione in cui un paese è guidato dalle persone meno capaci, ma passeremo anche questo. A novembre si vota e poi ci sono le elezioni nel 2028, e se tutto va bene torneremo ad una situazione di normalità. Ancora, ha difeso la libertà di parola dell’attore Mark Ruffalo, che aveva criticato la fusione multimiliardaria tra Paramount e Oracle. "Sostengo la libertà di parola di Mark Ruffalo...Credo nella libertà di parola anche quando non sono affatto d’accordo. È importante, no? Anzi, è parte integrante del funzionamento di una democrazia. Stasera in sala ci saranno persone che non saranno d’accordo con quasi tutto quello che dico o sostengo. Va bene. È così che dovrebbe essere. Dobbiamo discutere di queste cose e giungere a una conclusione basandoci sulle informazioni che raccogliamo”, ha affermato. “Sosterrò sempre la libertà di parola di Mark Ruffalo. Mi piace. È una brava persona.” Poi, in generale, “la questione della fusione è complessa. Io sempre molto preoccupato quando le grandi aziende si consolidano, perché vuol dire che molte persone perderanno i loro posti di lavoro”. Da lì, l’aggancio per il tema dell’intelligenza artificiale nel mondo del cinema. "Stiamo attraversando una rivoluzione nel nostro settore. L'intelligenza artificiale avrà un ruolo fondamentale. Ci danneggerà in molti modi. Se sei un supervisore degli effetti visivi, avrai difficoltà a trovare lavoro perché molti posti di lavoro verranno eliminati, probabilmente circa il 30%. Non so quale sia il numero esatto, ma un gran numero di posti di lavoro andrà perso e noi siamo impreparati. Non siamo noi ad aver preso l'iniziativa. Gli altri stanno iniziando solo ora, quindi sarà un periodo complicato per il nostro settore e dovremo trovare il modo di sopravvivere“. Inoltre, "Vorrei evitare di essere in una pubblicità per i tamponi 20 anni dopo la mia morte!”, ha scherzato. “Ho visto video di me, e non sono io, parlo di storie dove ti mettono in bocca cose che non hai detto”. Dal cinema, il rischio è la contaminazione della politica. L’attore ha quindi rivolto un monito ai giornalisti: “Non credete a tutto quello che vedete”. Alla fine, ha riflettuto sulla sua carriera e sul riconoscimento alla carriera che riceverà in serata: “Questo è un festival mi è da sempre molto caro. I successi sono stati tanti, così come gli insuccessi. Ricevere questo riconoscimento è fantastico. Le carriere sono molto strane, avrebbero potuto prendere direzioni diverse e in ogni caso hanno alti e bassi. È difficile mantenere tutto questo”.

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IL RAPPORTO CON LA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Nel 1998 George Clooney aveva debuttato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel film Out of Sight di Steven Soderbergh, dove aveva recitato al fianco di Jennifer Lopez. Nel 2025, invece, aveva interpretato proprio un divo di Hollywood che volava in Italia per ricevere un premio alla carriera nella pellicola Jay Kelly di Noah Baumbach, dove la stessa Laura Dern aveva interpretato la sua assistente. In totale, l’attore e regista ha partecipato 11 volte al festival cinematografico, dove ha collezionato momenti memorabili. Nel 2003 aveva presentato il film Prima ti sposo poi ti rovino dei fratelli Coen, nel 2005 aveva vinto il premio per la Migliore sceneggiatura per il film Good Night, and Good Luck da lui diretto, nel 2007 era stato il protagonista del film Michael Clayton di Tony Gilroy, nel 2008 aveva recitato nel film Burn After Reading dei fratelli Cohen e con Brad Pitt e nel 2009 aveva recitato nel film L’uomo che fissa le capre di Grant Heslov, per il quale aveva sfilato sul red carpet con l’allora fidanzata Elisabetta Canalis. Nel 2017 era stato il turno del film Suburbicon (ancora una volta da lui diretto), mentre nel 2024 era toccato al film Wolfs – Lupi solitari di Jon Watts. In ogni caso, Venezia ha avuto una grande importanza anche nella vita privata di Clooney, che nel 2014 si è sposato nella città italiana con l’avvocata Amal Alamuddin.

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I PROSSIMI APPUNTAMENTI CON GEORGE CLOONEY, DALLA MASTERCLASS AL FORUM INTERNAZIONALE

Domani, giovedì 3 settembre 2026, George Clooney sarà inoltre tra gli ospiti di una Masterclass dove ripercorrerà la strada dalle apparizioni nella serie tv E.R. – Medici in prima linea alla consegna del prestigioso premio odierno. Infine, venerdì 4 settembre, parteciperà al forum internazionale The Future of...Creativity, introdotto dal direttore Alessandro Barbera, che si concentrerà sulle trasformazioni nel mondo della tecnologia, della creatività e del cinema.

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