Castellammare, picchiata in strada dall’ex: salvata da un carabiniere

Aveva appena finito il suo turno. La divisa era rimasta addosso, ma per Luca Spirito la giornata di lavoro sembrava ormai conclusa. Poi, lungo via Pozzillo a Castellammare, una strada periferica della cittadina, alle 18.10 circa, una scena improvvisa gli ha fatto capire che non era ancora il momento di voltarsi dall’altra parte. Un’auto inchioda in mezzo alla strada. Dal lato guida scende una donna. Corre. Ha il volto coperto di sangue e cerca disperatamente un posto dove sentirsi al sicuro. Davanti a lei c’è la sede di un Caf, verso la quale si dirige per trovare rifugio. Alle sue spalle, però, arriva un uomo. Si tratta di G.L., 40enne del posto, il suo compagno. Esce dal lato passeggero dell'auto, rincorre la donna e tenta di raggiungerla. E Spirito, appuntato scelto con qualifica speciale in servizio al Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Castellammare di Stabia, è libero dal servizio.

Il racconto 

Ma in quegli istanti torna a fare ciò che la sua divisa gli ha insegnato: proteggere chi è in pericolo. «Stavo passeggiando e ho visto un’auto inchiodare in strada e ho visto una donna che usciva dal lato guida e correva verso un Caf, per rifugiarsi al suo interno. Subito dopo ho visto l’aggressore rincorrerla, infierendo su di lei, cercando di portarla all’esterno».

Pochi secondi. Forse quelli che possono cambiare il destino di una persona. Il carabiniere ricorda di aver visto, a pochi metri, una pattuglia dei colleghi, distante solo un centinaio di metri e incrociati poco prima dei fatti. Li fa avvicinare mentre entra nel locale e affronta l’uomo, proprio mentre sta per colpire nuovamente la donna. Riesce a bloccarlo. I militari della Sezione Radiomobile intervengono e lo arrestano in flagranza.

L’arresto 

La vittima, una donna di 46 anni, viene accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale «San Leonardo» di Castellammare di Stabia. I medici le riscontrano la frattura delle ossa nasali e diverse ecchimosi al labbro superiore. La prognosi è di trenta giorni. Purtroppo ci vorrà molto di più di un mese per cancellare quegli istanti orribili che ha raccontato ai carabinieri. Per G.L., 40 anni, disoccupato e già noto alle forze dell’ordine, si aprono nuovamente le porte del carcere di Poggioreale. È accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’arresto dovrà ora essere sottoposto alla convalida dell’autorità giudiziaria.

Ma in questa storia, prima ancora delle accuse e delle carte giudiziarie, restano quei pochi istanti di via Pozzillo. Una donna che scappa. Un uomo che la insegue. E qualcuno che decide di intervenire. «Nel mio lavoro ho a che fare con tanti interventi durante le giornate. Però quando vedo subire violenze a danni di persone indifese, che siano donne, uomini, bambini o anziani, dà ancora più soddisfazione vedere i responsabili assicurati alle Forze dell'Ordine». Parole semplici, pronunciate da chi è abituato a intervenire senza cercare applausi. Stavolta, però, il suo turno era finito e Luca Spirito era soltanto un uomo che passeggiava per strada. Ha visto una donna in difficoltà e non ha aspettato che fosse qualcun altro a salvarla. Ha scelto di fermarsi. Di intervenire. E il prefetto di Napoli Michele di Bari ha voluto esprimere «vivo apprezzamento» per la sua «meritoria azione».