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- Censiti 328 senza fissa dimora. Bando per l’unità di strada e nasce l’Osservatorio
Avviso del Comune per individuare enti con cui contrastare situazioni di marginalità. Oltre 700mila euro dal ’Programma inclusione’ destinati a operatori e accoglienza. .

Nel 2025 sono state censite 328 persone in condizioni di grave marginalità

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Rafforzare una rete che da anni rappresenta uno dei principali strumenti di contrasto alla grave marginalità, puntando sulla collaborazione tra istituzioni e Terzo settore. È questo l’obiettivo dell’avviso pubblicato dal Comune di Modena (c’è tempo fino alle 13 del 20 agosto per inviare le proposte) per individuare gli enti con cui co-progettare e gestire l’Unità di strada professionale per le persone senza dimora, grazie a un finanziamento di oltre 700 mila euro del Programma nazionale ’Inclusione e Lotta alla Povertà’, sostenuto dal Fondo Sociale Europeo Plus.
La procedura scelta è quella della co-progettazione, un modello che conferma la volontà del Comune di "valorizzare competenze, esperienze e capacità di innovazione del mondo della cooperazione sociale e dell’associazionismo, promuovendo una collaborazione stabile nella definizione delle politiche di welfare e nella costruzione di risposte sempre più efficaci ai bisogni delle persone più fragili". Al Comune di Modena sono stati assegnati appunto oltre 700 mila euro, di cui circa 426 mila euro saranno utilizzati per garantire la prosecuzione di interventi già attivi, come la gestione dell’Unità di strada professionale e di alcune accoglienze residenziali, mentre la restante parte servirà all’acquisto di beni che saranno distribuiti attraverso le Unità di strada professionali e volontarie e dai soggetti gestori delle strutture di accoglienza.
L’Unità di strada professionale opera continuativamente a Modena dal 2018 e rappresenta oggi uno dei principali strumenti di contatto, accompagnamento e presa in carico delle persone senza dimora. Nel corso degli anni – viene fatto sapere – "ha contribuito a migliorare la conoscenza del fenomeno, a favorire l’accesso ai servizi sociosanitari e a rafforzare il lavoro di rete sul territorio". Accanto agli operatori professionali prosegue il prezioso lavoro delle Unità di strada volontarie (Agesci, Croce Blu Modena, Croce Rossa Italiana, Gruppo Volontari Protezione Civile e Porta Aperta).
Una rete che nel tempo si è progressivamente consolidata e che coinvolge, oltre al Comune, l’Ausl di Modena, gli enti del Terzo settore e le realtà del volontariato. Da questo percorso condiviso è nato un tavolo interistituzionale. E prende ora avvio il percorso per la costituzione di un Osservatorio sulla grave marginalità, che sarà istituito presso la Fondazione Marco Biagi.
L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dati costantemente aggiornati e una lettura condivisa del fenomeno, così da rendere sempre più efficace la programmazione degli interventi.
Nel 2025 sono state censite 328 persone in condizioni di grave marginalità, con dati sostanzialmente stabili.
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