Andrea Moretti, aveva 22 anni ed era un operaio rocciatore. Ha perso la vita la notte scorsa cadendo da un'altezza di 10 metri mentre lavorava al Colosseo: stava montando il nuovo impianto di illuminazione del monumento. L’incidente è avvenuto a mezzanotte e mezzo. Inutili i tentativi di rianimazione dei soccorritori chiamati dai colleghi. Le indagini sono affidate ai carabinieri con gli ispettori della Spresal, il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Asl. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di omicidio colposo per l'ennesima morte sul lavoro.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha ordinato l'interruzione di ogni cantiere al Colosseo fino a nuova disposizione. Il direttore del Parco Archeologico del Colosseo, Simone Quilici, ha disposto in mattinata la chiusura dell'anfiteatro. Avvisati i turisti che avevano acquistato il biglietto.
Chi era Andrea Moretti
Moretti lavorava per una ditta di Teramo, specializzata in lavori di ristrutturazione e consolidamento, anche su monumenti storici e beni culturali. Sono stati sentiti i responsabili dell'azienda e i colleghi della vittima, due fra cui il cognato. Da accertare cosa facesse esattamente e se fosse da fare in quel momento notturno, oltre alla dinamica dell'incidente. Secondo le prime ricostruzioni, Moretti sarebbe stato trovato con l'imbracatura ma non agganciato alla fune, che non sarebbe stata spezzata.
Moretti viveva a Crognaleto, in provincia di Teramo. Aveva tre sorelle oltre ai genitori, Silvia e Patrizio che faceva lo stesso lavoro e avevo perso una gamba in un incidente sul lavoro alcuni anni fa. Aveva una grande passione per i cavalli.
Orlando Persia, sindaco del paese, lo ricorda così, nelle parole riportate dal Corriere della Sera: «Un giovane appassionato del suo lavoro molto orgoglioso per il fatto di lavorare nel monumento più famoso del mondo. L’ho incontrato solo pochi giorni fa alla festa patronale di Tottea, una frazione qui vicino. Andava di corsa ma era un bravissimo ragazzo cresciuto con sani principi come tutta la sua famiglia. Il giorno dei funerali proclamerà il lutto cittadino, siamo tutti molto colpiti e un colpo durissimo per tutti quanti. So che i genitori sono stati avvisati questa notte dai carabinieri. È il momento di stare vicini alla famiglia di Andrea».
Le reazioni
Dalla notte è stato sul posto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: «Un evento tragico che ci lascia sgomenti e storditi. Le poche parole che riusciamo a esprimere le dedichiamo ad Andrea, alla sua famiglia, ai suoi affetti: rivolgiamo a tutti il nostro profondo, dolente cordoglio di fronte alla morte assurda di un giovane uomo impegnato nel proprio lavoro». Anche la premier Giorgia Meloni è intervenuta: «La notizia della tragica scomparsa di Andrea Moretti, operaio specializzato deceduto questa notte in seguito ad un incidente al Colosseo, ci colpisce e ci addolora profondamente. Voglio esprimere il mio cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, ai suoi cari e ai suoi colleghi in questo difficilissimo momento. E formulare l’auspicio che sia fatta piena luce, nel più breve tempo possibile, sull’accaduto. Morire a 22 anni è inaccettabile, e lo è ancora di più se questo accade sul posto di lavoro. Anche nel nome di Andrea continueremo a fare la nostra parte, ad impegnarci e a compiere ogni sforzo affinché tragedie simili non si ripetano più».
La Cgil Roma e Lazio e la Fp Cgil Nazionale aveva chiesto la chiusura dell'intero sito: «Non è accettabile che di fronte a un fatto di questa gravità si disponga la chiusura di un solo settore: il sito archeologico più famoso al mondo deve fermarsi subito. Lo "sgomento" e il cordoglio di rito non bastano. Ciò che serve, ed è un dovere preciso del suo ministero della Cultura, è verificare immediatamente la regolarità dei propri appalti, la trasparenza delle filiere di affidamento, l'adeguatezza dei tempi di esecuzione, il rispetto rigoroso delle norme sulla sicurezza nei cantieri del patrimonio culturale pubblico e il necessario rigore nella predisposizione nei documenti di valutazione di rischio a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano nelle sedi culturali».
I dati
Secondo i dati Inail, presentati il 22 settembre, nel 2025, i morti sul lavoro in Italia sono stati 1.189, più di tre al giorno, anche se sono il 4% in meno rispetto al 2019. Hanno perso la vita anche nove studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro. Crescono le denunce di infortuni sul lavoro: nel 2025 sono state 600 mila, con un aumento dell’1,2%.