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- Chi sono i facinorosi che hanno devastato Bologna: maranza incappucciati con la voglia di distruggere. E la chiamata alle armi è su TikTok
Quattro dei 5 arrestati per gli scontri alla stazione sono minorenni. Tra loro anche una ragazzina, 16 anni, trovata con coltello e forbici appuntite. Ma nella guerriglia di sabato anche le sigle note dei collettivi: da Cua a Giovani Palestinesi, passando da Cas agli attivisti arrivati da fuori città. L’emulazione di ciò che è successo in Francia tra gli obiettivi

La guerriglia urbana a Bologna: quattro dei 5 arrestati sono minorenni. Chi sono i facinorosi

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Bologna, 18 ottobre 2026 – Una città messa a ferro e fuoco, sei ore di una vera e propria guerriglia urbana, che partita dalle strade centralissime di Bologna si è conclusa alla Stazione, e oltre, alla Bolognina, piazza Lucio Dalla con l’ultimo getto dell’idrante delle Forze dell’ordine che ha praticamente lavorato ininterrottamente per 5 ore. Il pretesto, nel sabato ‘nero’ di Bologna e di molte altre piazze italiane è stata la manifestazione contro il caro vita ‘Italia in piazza’, il vero obbiettivo del gruppo di giovani che si sono messi in messi in cima al corteo, devastare la città. Ma chi sono i facinorosi che ieri, sabato 17 ottobre, hanno trasformato le strade piene di gente a passeggio nel fine settimana in un teatro di guerra. Chi sono i giovanissimi e i meno giovani che hanno lanciato bombe carte, ma anche bidoni della spazzatura e cartelli stradali, che hanno letteralmente distrutto, a suon di piccone, i basoli dei marciapiedi e i banconi del Burger King di Piazza Medaglie d’Oro, dato alle fiamme cassonetti e Mobike e vandalizzato tutto ciò che hanno incontrato nel loro percorso, anche i muri della Basilica di San Petronio?

Scontri alla stazione di Bologna (FotoSchicchi)
Chi sono i facinorosi tra sigle, maranza e attivisti venuti da fuori
A prendersi la testa del corteo con le casse sono stati primi i rappresentanti di Cua e Carrelli Vuoti (costola di Plat). Ma in mezzo a loro anche alcuni di Giovani Palestinesi e aizzati da tutti, gruppi di giovanissimi - nella maggior parte minorenni - di seconda generazione. I ‘maranza’ arrivati con la sola idea di devastare. Poi quando la manifestazione, a suon di lancio di oggetti, roghi e bombe carte è diventata guerriglia sono sbucati anche attivisti, arrivati da fuori città e anche volti di Cas.

Guerriglia urbana a Bologna: violenza e devastazioni (Foto Schicchi)
La chiamata alle armi attraverso TikTok e Telegram
La ‘chiamata alle armi’ è arrivata come sempre più succede negli ultimi tempi attraverso i social: Tiktok per i più giovani e Telegram per quelli più organizzati. Con una chiamata sui social e anche via Telegram con gruppi creati ad hoc: i ragazzi sono arrivati anche da altre città della regione, con l'obiettivo dichiarato di emulare quanto successo in Francia nell'ultimo periodo.
Una ragazzina di 16 anni con coltello e forbici tra i giovanissimi arrestati
Tra i 5 arrestati, durante gli scontri tra manifestanti e Forze dell'ordine “quattro minorenni nati tra il 2008 e il 2010 – comunica la Questura –, tutti deferiti a vario titolo per i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e travisamento in corso di una manifestazione pubblica". E tra loro anche la ragazzina, classe 2010, sedici anni appena compiuti, nata a Imola, ma cittadina tunisina, armata di coltello di 18 centimetri e di due coppie di forbici dalle punte acuminate.
Il bilancio dei feriti e gli arrestati (4 su 5 minorenni)
Alla fine della guerriglia si contano 75 feriti tra le forze dell'ordine, di cui 18 con prognosi dai 10 ai 30 giorni: questo il bilancio aggiornato della Questura di Bologna. Mentre salgono a 5 gli arrestati, di cui quattro minorenni nati tra il 2008 e il 2010, tutti denunciati a vario titolo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, resistenza e lesioni, danneggiamento aggravato e travisamento in corso di una manifestazione pubblica. Sono state inoltre identificate circa 50 persone. Dieci manifestanti sono stati accompagnati in Questura, di cui 7 già denunciati, mentre “in ordine alla restante parte sono in atto attività investigative volte ad accertare le individuali responsabilità penali”, spiega la Questura bolognese. Dodici gli automezzi delle forze di polizia danneggiati. "Sono in corso attività d'indagine volte ad identificare ulteriori autori di condotte penalmente rilevanti", conclude la Questura.
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