PESARO La lettera di convocazione del vaccino arriva con due mesi di ritardo e i genitori sono costretti a ricominciare l’iter per trovare uno slot disponibile . Dopo l’articolo sul Corriere Adriatico, a seguito della segnalazione di una famiglia, il caso diventa motivo di commento politico.
Cosa è successo
Una giovane coppia ha segnalato che alla vigilia di Ferragosto ha aperto la cassetta delle lettere e ha trovato una missiva dell’Ast 1, l’azienda sanitaria territoriale di Pesaro e Urbino. Aprendo la lettera si leggeva l’invito, in quanto genitori, a presentarsi con il figlio minorenne al centro vaccinale di via Nanterre per la somministrazione delle vaccinazioni essenziali per la protezione nei confronti delle malattie infettive quali la difterite, tetano, pertosse, poliomelite e papilloma virus. La convocazione però era per il 12 giugno, una data passata da ben due mesi, rispetto alla missiva arrivata il 14 agosto. Un ritardo nei tempi e nella comunicazione, tanto che non si sono chiaramente presentati all’appuntamento e ora dovranno riprenotare un nuovo appuntamento.
Gli interventi
Sul caso interviene la consigliera regionale Pd Micaela Vitri: «Mi auguro sia un unico e raro errore burocratico, perché non si può giocare con la salute dei bambini, ma so bene quanto sia professionale e affidabile il personale sanitario. Purtroppo però continuano a segnalarmi anche ritardi negli esiti degli esami istologici e sappiamo bene che i tempi fanno la differenza nella possibilità di sconfiggere un carcinoma». Anche la consigliera regionale M5S Marta Ruggeri critica i tempi: «È inadeguato l’inconveniente accorso alla giovane coppia di genitori del pesarese, costretta ora a dover richiamare per fissare un nuovo appuntamento per la vaccinazione del proprio figlio adolescente a causa di un disservizio che ha lasciato il giovane per questo periodo scoperto dalla protezione vaccinale. Ricevere la vigilia di Ferragosto una lettera dell'Ast datata 18 maggio, per una convocazione prevista addirittura per il 12 giugno, è l'emblema di una macchina organizzativa sanitaria quantomeno da rivedere».
Nel dettaglio
Infine la consigliera comunale dem Maruska Palazzi, presidente commissione Salute Comune di Pesaro: «Da un lato la carenza di personale, come avevamo già segnalato all’ambulatorio di via Nanterre, dall’altro il disguido comunicativo. Le carenze emergono anche per via dell’assenza di personale e per sistemi informatizzati che non funzionano puntualmente. Basterebbe anche una chiamata per ricordare la presenza, ma senza personale questo non è possibile. C’è qualcosa da cambiare».