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Alcuni fedeli si fermano, bussano alla porta e chiedono spiegazioni. "Ma la moschea ha chiuso per davvero?". Sì: dopo 22 anni, accompagnati dalle feroci polemiche sul caos a borgo Marina – specie durante il periodo del ramadan – il centro islamico Al Tawid di corso Giovanni XXIII ha chiuso definitivamente i battenti. È stata la stessa associazione a spiegare (con una lettera aperta) i motivi dello stop: "Nel corso degli anni sono arrivate sempre più persone. La gestione della moschea è diventata più difficoltosa, specie in alcune giornate". E di fronte al "dibattito politicio, spesso infiammato e divisivo", l’associazione che gestisce il centro islamico Al Tawhid è arrivata alla conclusione che "così non si poteva andare avanti".
Eppure, il giorno dopo l’annuncio, non c’è nessuna voglia di parlare tra gli attuali responsabili della moschea. Da quanto trapela, sulla chiusura non hanno inciso gli abusi edilizi rilevati – nel corso degli anni – all’interno della moschea di borgo Marina. Piuttosto, lo stop è stato deciso per i problemi di gestione e il clima, sempre più ostile in città, verso la moschea. "Ma la colpa di questo amaro finale è soprattutto nostra. Dovevamo trovare una soluzione per spostare la moschea altrove: non ci siamo riusciti e questi sono i risultati", allarga le braccia Omar Farouk, che è stato per tanti anni (fino al 2024) l’imam del centro islamico Al Tawhid.
La moschea riaprirà altrove? "Questo – mette subito le mani avanti Farouk – va chiesto a chi oggi è il responsabile dell’associazione (che ieri non ha voluto parlarci, ndr). Io ho lasciato due anni fa, anche per la diversità di vedute con altri membri del centro islamico".
Diversità di vedute sul trasferimento della moschea? "Esattamente. Fino a quando sono stato io l’imam, ho cercato di trovare soluzioni alternative. Ci sono state trattative per altre sedi. Una di queste era al grattacielo. Ma tutte le soluzioni che abbiamo valutato alla fine non sono andate in porto".
Perché? "In alcuni casi le caratteristiche degli spazi non erano adeguate. Ma soprattutto, perché c’è stata sempre resistenza da parte di alcuni membri dell’associazione. Secondo loro, la moschea doveva comunque restare nella zona di borgo Marina".
Ma alla fine si è arrivati alla decisione di chiuderla. "Mi spiace per com’è andata a finire, ma in fondo era inevitabile. Andava trovata un’altra sede. La struttura di corso Giovanni XXIII da anni era ormai assolutamente inadeguata: come pensare di poter continuare ad accogliere 200 o anche 300 persone contemporaneamente? Ripeto: andata trovata una sede alternativa. Purtroppo è mancata la volontà e la colpa è solo nostra".
Con la chiusura del centro islamico di borgo Marina, rimangono due le moschee in città: una in via Portogallo, l’altra lì vicino, nella zona industriale tra via Emilia e via Italia. "Molti di coloro che pregavano a borgo Marina, adesso frequentano la moschea vicino alla via Emilia", spiega il portavoce dei giovani musulmani di Rimini, Mohamed Hammar. Che aggiunge: "È stata una scelta giusta chiudere il centro islamico di corso Giovanni XXIII: la situazione era diventata ingestibile".
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