
di Roberta GRASSI
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martedì 22 settembre 2026, 14:42 - Ultimo aggiornamento: 15:40
Un colpo d’ascia alla testa del nuovo compagno della ex fidanzata, al culmine di una vicenda che aveva portato all’arresto. Per quell’aggressione Gabriele Serra, 27enne residente ad Aradeo, è stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione per tentato omicidio. È stato invece assolto dall’accusa di stalking nei confronti della ex.
La sentenza è stata pronunciata dal collegio del Tribunale di Lecce presieduto dalla giudice Annalia De Benedictis.
La Procura aveva chiesto una pena più pesante, otto anni di reclusione, sostenendo la responsabilità dell’imputato per entrambe le contestazioni. Il tribunale ha invece escluso gli atti persecutori e riconosciuto il tentato omicidio.
Al centro del processo l’aggressione avvenuta nel 2024 ai danni del nuovo compagno della donna. Secondo l’accusa, Serra avrebbe dapprima cercato di investirlo con l’auto e successivamente lo avrebbe raggiunto alla testa con un’ascia di metallo. Il giovane rimase ferito e fu necessario suturare la lesione con una decina di punti. A interrompere l’aggressione sarebbero stati alcuni familiari dell’imputato. L’inchiesta aveva ricostruito anche una serie di episodi precedenti legati alla fine della relazione sentimentale.
Dopo i fatti era scattata la misura cautelare. Serra era stato arrestato nel novembre del 2024 in esecuzione dell’ordinanza firmata dalla gip Tea Verderosa, su richiesta del pubblico ministero Maria Grazia Anastasia. Poi è tornato in libertà. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva ammesso le proprie responsabilità per l’aggressione, manifestando pentimento, ma aveva contestato parte degli altri episodi che gli venivano attribuiti. La difesa, affidata all’avvocata Rita Ciccarese, aveva chiesto l’assoluzione dal tentato omicidio sostenendo l’assenza della volontà di uccidere. In subordine aveva sollecitato la riqualificazione dell’accusa in lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma. I giudici hanno inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura per valutare la posizione di tre testimoni dell’imputato sotto il profilo della falsa testimonianza. La ex fidanzata e il giovane ferito non si erano costituiti parte civile.
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