Colpito un caccia italiano, attacco a una base in Arabia. Crosetto: “Nessun militare ferito”

Il ministro della Difesa: prese le misure necessarie. L’opposizione: riferisca in Aula. Scoppia il caso Aspides, Roma chiede all’Ue più fondi. Gelo da Bruxelles

Guido Crosetto

Guido Crosetto

Google

Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su Google

Seguici

Roma, 19 settembre 2026 – Nessun militare italiano è rimasto coinvolto. È la precisazione del ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l’attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, dove è stato colpito un Eurofighter italiano. Non risultano altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale impegnato nell’operazione Inherent Resolve. “È stato colpito un velivolo F-2000 italiano – ha spiegato Crosetto – che si trovava all’interno della base, in un’area decentrata”. Il ministro ha aggiunto che erano già state adottate tutte le misure necessarie a tutelare il personale. L’opposizione gli chiede di riferire in Aula.

Colpito un caccia italiano, attacco a una base in Arabia. Crosetto: “Nessun militare ferito”

Ma l’attacco alla base saudita non è l’unico fronte che preoccupa Roma. Nelle ultime ore è emerso un confronto con i partner europei sul rafforzamento della missione Aspides, lanciata nel febbraio 2024 per proteggere il traffico mercantile dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso. Crosetto ha scritto all’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas chiedendo l’invio di ulteriori navi militari: secondo Roma, le richieste di scorta vengono oggi soddisfatte solo in parte e spesso dopo lunghe attese, con conseguenze sui commerci europei.

L’Italia sarebbe pronta, se necessario e dopo i passaggi previsti con governo e Parlamento, a mettere a disposizione una seconda fregata. Ma chiede che il costo dello sforzo aggiuntivo venga condiviso con gli altri Stati membri. “Sono mesi che chiediamo all’Unione europea di rafforzare la missione Aspides – ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani –. Italia e Grecia stanno facendo molto, ma se dobbiamo garantire tutta l’Europa, in assenza di un contributo militare deve esserci almeno un contributo finanziario”.

Aspides dispone attualmente di tre unità navali, anche se al momento del varo era stata immaginata con cinque vascelli contemporaneamente. Italia e Grecia hanno garantito una presenza pressoché costante, affiancate a rotazione da Germania, Francia, Spagna, Olanda e Belgio. Il comando strategico è a Larissa, in Grecia, mentre i costi principali delle navi restano a carico dei Paesi che le mettono a disposizione: finora sul fondo europeo Epf sono stati stanziati 15 milioni di euro.

La missione, intanto, ha ripreso concretamente le operazioni di scorta. La fregata Carlo Bergamini della Marina militare accompagnerà attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, in direzione nord, il mercantile italiano Jolly Oro della compagnia Ignazio Messina & C. L’operazione dovrebbe durare due giorni. Per Bruxelles è la dimostrazione che Aspides “sta facendo il suo lavoro”, contribuendo a mantenere sicura una rotta cruciale in un quadro geopolitico sempre più instabile.

Sul tavolo resta però il nodo delle risorse. I Paesi dell’Europa nord-orientale, fortemente impegnati nel sostegno militare all’Ucraina, chiedono che ora siano soprattutto quelli del fianco sud a farsi carico della sicurezza nel Mar Rosso. Roma insiste invece sul carattere europeo della rotta e sulla necessità di distribuire costi e mezzi.

Kallas, dopo un colloquio con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, ha ribadito che gli attacchi degli Houthi sono “inaccettabili” e danneggiano l’economia globale. Aspides, ha assicurato, ha innalzato il livello di allerta e continuerà le operazioni di scorta. Per l’Italia, però, non basta: senza nuovi contributi europei, Roma è pronta ad aumentare direttamente la propria presenza militare nel Mar Rosso.

© Riproduzione riservata