La guerra ibrida russa. Macron: risponderemo. Mosca punta a dividere l’Ue

Il presidente francese promette contrattacchi alle provocazioni di Mosca. Messaggio di Putin: “Gli europei al voto non vogliono il conflitto”

Macron e Putin

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Roma, 19 settembre 2026 – Donald Trump prova la carta del business con Mosca, Vladimir Putin usa le elezioni per rilanciare l’unità nazionale attorno alla guerra e manda anche un messaggio divisivo: “Gli europei al voto - dice riferendosi soprattutto ai Paesi come la Francia o l’Italia in prossimità di elezioni politiche – hanno chiarito che non vogliono la guerra”. Volodymyr Zelensky deve guardarsi anche dai nemici interni. Quel che è certo è che ad avere paura del conflitto non è più soltanto Kiev.

La guerra ibrida russa. Macron: risponderemo. Mosca punta a dividere l’Ue

Ieri a Copenaghen è scattata un’allerta droni proprio nel primo giorno della conferenza del Comitato militare della Nato, alla quale partecipano i capi di Stato maggiore della Difesa dei Paesi dell’Alleanza e che si conclude oggi. Per la riunione era già stata istituita una vasta zona temporanea di restrizione dello spazio aereo sopra gran parte della capitale e dell’isola di Amager, dove è vietato far volare droni senza un’autorizzazione scritta della polizia. Non ci sono però, al momento, indicazioni ufficiali che colleghino l’allarme alla Russia.

Il clima resta comunque tesissimo. Giovedì il premier polacco Donald Tusk, nel giorno dell’87esimo anniversario dell’invasione sovietica della Polonia, ha avvertito Mosca: “Non cerchiamo la guerra, ma se qualcuno oserà attaccarci dovrà affrontare una risposta risoluta da parte nostra e dei nostri alleati”. Gli ha fatto eco Emmanuel Macron: “Nessuno è al riparo” dalla minaccia ibrida russa, il cui obiettivo, secondo il presidente francese, è “intimidirci e spezzare il nostro sforzo di sostegno agli ucraini”. Parigi prepara anche un piano per la protezione delle infrastrutture critiche.

Alle parole dure, però, non corrisponde ancora una linea europea compatta. Sul rinnovo delle sanzioni individuali contro Mosca, in scadenza martedì, il Coreper non ha trovato un’intesa e tornerà a riunirsi lunedì. A frenare sono soprattutto le richieste di Slovacchia e Francia di cancellare dalla lista, che comprende circa 3.000 nomi, gli oligarchi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman.

Putin, intanto, guarda al voto per il rinnovo della Duma, il primo dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Le urne resteranno aperte fino a domani. Il presidente russo ha votato online; dal confronto è stato escluso Yabloko, l’unico partito registrato apertamente contrario alla guerra.

Da Washington arriva un segnale di segno diverso. Secondo il New York Times, l’amministrazione Trump starebbe valutando accordi economici con la Russia prima ancora di un cessate il fuoco. L’ipotesi è che una riapertura dei rapporti commerciali possa spingere l’élite russa a fare pressione sul Cremlino per un compromesso. Tra i settori presi in considerazione figurano energia, terre rare, alluminio, progetti nell’Artico e possibili joint venture. Una linea che convive con il primo pacchetto di sanzioni anti-russe approvato dal Congresso nell’era Trump e ancora in attesa della firma del presidente.

Zelensky, infine, deve fare i conti anche con le tensioni interne. Il presidente ucraino ha imposto sanzioni per dieci anni a dieci persone, tra cui la sua ex portavoce Iulia Mendel, in carica dal 2019 al 2021. Kiev le accusa di diffondere propaganda russa e sostenere posizioni favorevoli a Mosca; lei respinge le accuse e definisce il provvedimento incostituzionale e politicamente motivato.

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