Il matrimonio tra Dua Lipa e Callum Turner, celebrato in Sicilia la scorsa estate, ha riacceso i riflettori sul potere del manifesting, la pratica di formulare mentalmente un desiderio o un obiettivo, visualizzarlo come se fosse già realizzato così da orientare pensieri, emozioni e spesso comportamenti verso quel risultato. In particolare, il Dua Lipa Manifesting è esploso intorno a Training Season, la canzone che ha scritto quando era ancora single esplicitando con precisione il tipo di relazione e le qualità del partner che desiderava. Dopo aver iniziato la storia d'amore con Callum, i social hanno riletto retrospettivamente il brano, interpretandola come una sorta di manifestazione del partner futuro. Non è scienza, c'entra moltissimo il caso, ma anche la nostra predisposizione ad accogliere. Dua Lipa, del resto, ne parlava già prima di questa storia. Anni prima di diventarne headliner a Glastonbury, lo aveva scritto tra i propri obiettivi e durante il concerto raccontò di aver visualizzato quel momento, averlo desiderato, sognato e di aver lavorato duramente nella speranza di arrivarci. Non ci sono prove che pensare intensamente a qualcosa faccia sì che l'universo ce lo procuri, ma esistono meccanismi psicologici reali attraverso i quali aspettative, obiettivi e immagini mentali possono modificare attenzione, motivazione e comportamento.
Agire coerentemente con quell'intenzione è quindi la cosa più realistica che possiamo fare affinché il cosiddetto manifesting cambi in meglio la nostra vita. Più che sul risultato, il manifesting ci invita a concentrarci sul processo con attenzione e consapevolezza.
L'idea di non aspettare semplicemente di essere attratti da qualcuno, ma provare a definire e attrarre ciò che desideriamo non è altro che una rilettura della legge dell'attrazione e del pensiero positivo, concetti esoterici che esistevano prima dell'arrivo di TikTok e del caso Dua Lipa.
La genealogia più diretta del manifesting contemporaneo porta negli Stati Uniti dell’Ottocento e al New Thought, un movimento spirituale e filosofico nato nell’ambito della cosiddetta «cura mentale». Uno dei suoi precursori fondamentali è stato Phineas Parkhurst Quimby secondo il quale convinzioni e pensieri avevano avuto un ruolo determinante nella salute e nella guarigione dalle malattie. Con il tempo, l’idea che la mente potesse incidere sulla realtà si estese dalla salute ad altri ambiti della vita, compresi il successo e la ricchezza.
All’inizio del Novecento William Walker Atkinson fu tra gli autori che diedero forma e diffusione alla cosiddetta «legge dell’attrazione». Nel suo libro Thought Vibration or, The Law of Attraction in the Thought World, pubblicato nel 1906, sosteneva che i pensieri emettessero vibrazioni capaci di attrarre esperienze corrispondenti, un’idea affine a quella del manifesting attuale, da intendere come credenza spirituale e non come legge scientifica. Nel Novecento queste idee confluirono, attraverso percorsi diversi, nella letteratura americana di self-help. Tra i titoli più influenti ci sono Think and Grow Rich di Napoleon Hill del 1937, e The Power of Positive Thinking di Norman Vincent Peale, uscito nel 1952: quest’ultimo affiancava esercizi di pensiero positivo alla fede cristiana. La legge dell’attrazione tornò poi al centro della cultura popolare con The Secret di Rhonda Byrne, pubblicato nel 2006. Oggi il manifesting riprende elementi di questa tradizione e li esprime nel linguaggio del wellness e dei social, tra vision board, affermazioni, journaling, visualizzazioni e pratiche virali come il metodo 3-6-9, che invita a scrivere un obiettivo tre volte al mattino, sei nel pomeriggio e nove la sera.
Non esistono prove scientifiche dell'esistenza di una forza mistica capace di realizzare le nostre fantasie e aspirazioni, ma senza trasformare il manifesting in un pensiero magico, riflettere consapevolmente sul percorso e sui progressi fatti può modificare il nostro comportamento in modo positivo. I risultati concreti dipendono infatti dalle intenzioni e dalle azioni. E questo vale anche in amore: anelandolo in modo preciso e facendo contemporaneamente un lavoro su noi stessi e sulle nostre emozioni. Dopotutto, significa anche essere sinceri su ciò che si desidera.