Due volti opposti del commercio in centro, a Bari: via Sparano piena di gente, tra baresi e turisti, e le traverse deserte con tante saracinesche dei negozi abbassate per ferie. È l’immagine che balza agli occhi in questa estate in città con strade meno intasate, parcheggi più liberi ma solo nelle aree limitrofe a via Sparano e via Argiro. Dove la concentrazione di persone è la stessa di tutto il resto dell’anno.
Basta passeggiare per il Murattiano per rendersi conto dell’enorme differenza tra le zone. Vie come Andrea da Bari, Piccinni, via Principe Amedeo, via Abate Gimma ieri mattina erano quasi del tutto desolate, con decine e decine di negozi chiusi per ferie, anche per lunghi periodi, qualcuno persino per tutto il mese. Ma appena si raggiungeva via Sparano il quadro cambiava totalmente: la strada regina dello shopping piena di gente, soprattutto turisti, ma non solo.
«Qui in pochissimi hanno chiuso e solo per il ponte di Ferragosto – racconta un commerciante – d’altronde il movimento c’è e quindi non ce lo possiamo permettere di abbassare le saracinesche per lunghi periodi. Abbiamo fatto in modo di garantire le aperture sempre, per venire incontro alla domanda di clienti». Tutti aperti i bar, con tavolini quasi completamente occupati.
Insomma Bari si distingue come città turistica ma solo nel centro storico (anche qui vicoli pieni di turisti) e in via Sparano. Per quanto riguarda via Argiro, qualche negozio, a differenza di via Sparano, ha deciso di chiudere per agosto, ma si tratta di pochissimi casi. La maggior parte è in piena attività e soprattutto i bar. D’altronde proprio in via Argiro i commercianti mirano ad incrementare un po’ gli affari dopo il calo registrato (tra il 30 e il 40 per cento) dei mesi scorsi a causa del lungo restyling. Con la riapertura del vialone centrale sono ricomparsi anche i clienti e le persone a passeggiare, anche se a registrare la maggiore affluenza sono sempre i bar. Una “foodizzazione” che è stata fortemente criticata negli ultimi mesi, proprio per l’incremento di bar e locali a discapito delle botteghe e dei negozi storici che pian piano stanno chiudendo o abbandonando il centro.
«Non bisogna meravigliarsi di questo doppio scenario – racconta un residente – gli investimenti vengono fatti solo in quella zona, le restanti strade sono quasi abbandonate, basta vedere gli stessi marciapiedi poco lontano da via Sparano e via Argiro. Il centro è tutto, non solo quelle due strade».
I veri “frequentatori” del Murattiano comunque restano i turisti e i numeri parlano chiaro, come spiegato nei giorni scorsi sul Quotidiano dall’assessore Pietro Petruzzelli: anche nel mese di agosto la crescita c’è stata, pari al 14%.
Analizzando i dati nel dettaglio, nelle prime due settimane di agosto si sono registrati 160mila e 465 pernottamenti con un incasso dell’imposta di soggiorno pari a 269mila euro. Nello stesso periodo dello scorso anno i pernottamenti sono stati 140.682 con un incasso pari a 236mila euro, quindi un aumento di 20mila pernottamenti. Pari ad un +14 per cento.
Particolare il dato sulla nazionalità dei turisti. Qui si registra una inversione di tendenza. Mentre nelle prime due settimane di agosto di quest’anno i polacchi sono primi con il 16,2 per cento seguiti dagli italiani al 14 per cento e poi dai francesi, nello stesso periodo del 2025 primi erano gli italiani con il 17 per cento seguiti dai polacchi.
Turisti a parte, il commercio comunque chiede maggiore attenzione all’amministrazione comunale, soprattutto per tutelare l’identità del settore.