Con la Mission S le Porsche diventeranno irraggiungibili. In tutti i sensi

Il prototipo della nuova supercar della Porsche anticipa le ambizioni di un’azienda che per far quadrare i conti virerà sempre più verso il lusso. Col rischio di perdere il proprio “spirito”

Pubblicato il 16/10/2026

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La Porsche ha tolto i veli alla Mission S e onestamente era difficile accogliere un modello così importante per una casa automobilistica così importante senza prendere posizione.

OLTRE IL FASCINO C’È UN FUTURO DA LEGGERE. Benché non stia vivendo uno dei suoi momenti più felici (il piano di “ristrutturazione” appena varato di qui al 2035 prevede di licenziare 9.000 persone…), per presentare la concept car che anticipa le super sportive che verranno la Porsche non ha sbadato a spese. Biglietto aereo in business class per dirigenti, giornalisti e influencer con destinazione New York e lo stesso, affascinante palcoscenico su cui 73 anni fa sfilò la leggendaria 550 Spyder. Ora, vedere a braccetto il passato e il futuro di una casa automobilistica così ricca di storia e fascino sulle rive del fiume Hudson, coi grattacieli di Manhattan per sfondo, fa un certo effetto. Ma il filo invisibile che tiene uniti questi due bolidi mozzafiato non basta vagheggiarlo; per ottenere una lettura chiara sul domani e andare oltre i proclami aziendali, quel filo va fatto vibrare, cercando di capire dove condurrà e soprattutto come trasformerà un marchio che, per ritrovare lo smalto perduto, pare voglia trasformarsi in qualcos’altro.

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UNA PORSCHE PER POCHISSIMI. Come cambierà quindi la Porsche dopo la Mission S? In realtà, una risposta a questa domanda la casa tedesca l’ha già data. Ed è una risposta che non lascia spazio a molte interpretazioni. La supercar che nascerà sulla base del prototipo svelato a New York si collocherà al vertice della gamma. Quindi un gradino più in su di quella 911 che è oggi il modello più rappresentativo e ambito del marchio. E nei listini della casa quest’auto da sogno non sarà una “comparsata” in grande stile, come era invece accaduto per le precedenti Porsche da “paperoni”, dalla 959 alla 918 Spyder, passando per la 911 GT1 e la Carrera GT. Perché la Mission S si tradurrà in un bolide alla portata di pochissime tasche, certo, ma a differenza delle sue antenate non sarà prodotta solo in poche manciate di esemplari. E non è finita qui, perché, a quanto pare, aprirà la strada ad altri modelli altrettanto super esclusivi.

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CON IL BUSINESS CAMBIA ANCHE IL TARGET. Fatti due conti, insomma, dopo lo scivolone su una transizione verso l’elettrico che evidentemente riteneva più rapida e sicuramente più indolore, la Porsche ha ritenuto che il modo migliore per aumentare la marginalità del prodotto e tornare a macinare utili fosse scommettere su vetture come la Mission S. Concentrare uno sforzo così grande per sfornare auto appannaggio esclusivo di pochi ricchi milionari è una scelta che darà i suoi frutti? Si vedrà. Quel che è sicuro come l’oro è che il cliente tipo del marchio, stando così le cose, è destinato a cambiare insieme allo “spirito” e al posizionamento del marchio.

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CHI POTRÀ PERMETTERSI UN LUSSO DEL GENERE? La notizia che le Porsche a motore centrale di domani sono state progettate per andare anche solo a benzina e che eventuali meccaniche ibride non dovrebbero smorzare il coinvolgimento nella guida (si è parlato di un otto cilindri boxer e addirittura di un cambio manuale, ma si vocifera pure sul V8 della Lamborghini Temerario…) è di quelle che fanno gongolare gli appassionati. Quanti di loro, però, avranno speranze concrete di coronare un giorno il sogno di comprarsi una Porsche sportiva nuova di zecca? Già adesso, con le “piccole” 718 Boxster e Cayman fuori listino e una 911 che proprio regalata non lo è mai stata e ormai costa un occhio della testa, pochi possono togliersi lo sfizio di una sportiva con la cavallina di Stoccarda sul cofano. Ma domani, quello che era un sogno rischia di diventare un’utopia. A quel punto, non resterà che “pescare” nel mare dell’usato e mettersi sulle tracce di una Porsche di seconda mano o magari d’epoca. Consiglio spassionato: chi ha un gruzzolo da parte e può permettersi di farlo, si muova adesso. Quando il mercato si adeguerà alla domanda, potrebbe essere troppo tardi…