Con Martins la Cos è un po’ brasiliana  - L'Unione Sarda.it

Serie D.

25 settembre 2026 alle 00:44

Tra campionato e Coppa ha già segnato 4 reti: «Possiamo fare qualcosa di importante» 

Ha condiviso lo spogliatoio della Nazionale giovanile brasiliana con Neymar, Coutinho e l'ex rossoblù João Pedro, e quello del São Paulo con Casemiro, Lucas Moura e Oscar. Oggi Alfredo Francisco Martins, 34 anni, nato ad Americana nello Stato di San Paolo, trascina l'attacco della Costa Orientale Sarda: quattro gol in 242 minuti fra campionato e Coppa, uno ogni sessanta.

I risultati
In campionato ha realizzato due dei tre gol della squadra e ha servito un assist. In Coppa ha segnato una doppietta al Monastir in appena 45 minuti. «Sono contento e spero di continuare. Ho lavorato per farmi trovare subito pronto». È la sua prima volta in Serie D, e la scelta della Cos porta la firma del tecnico: «Francesco Loi mi ha ispirato fiducia sin dai primi contatti. Ho sposato il progetto di un club strutturato. Avevo altre richieste in Sardegna e nella Penisola, ma ho scelto di restare qui con la mia famiglia».

Il ruolo
Il peso dell'attacco non lo spaventa: «Quando giochi davanti tutti si aspettano che tu faccia gol, ma sono disponibile ad aiutare i compagni. Ci deve essere l'aiuto reciproco di tutti». Titolare o in corsa, per lui cambia poco. «È chiaro: che siano 90 minuti o 5, bisogna dare il massimo e sfruttare le occasioni. Le scelte le fa il tecnico». È la mentalità di chi in Brasile ha vinto quattro campionati statali: due Potiguar, un Matogrossense e un Paranaense, oltre a una finale di Copa Verde.

A Lanusei
In Sardegna è arrivato nel 2024, al Lanusei, grazie al connazionale Igor Trindade e al diesse Leonardo Bambino. Nelle due stagioni in maglia ogliastrina ha vinto la Promozione da capocannoniere con 33 reti fra campionato e Coppa. L'anno scorso in Eccellenza ne ha segnate 17: 15 in campionato, alle spalle del solo Tapparello, e 2 in Coppa. «L'Ogliastra mi ha dato tantissimo, qui sto bene con mia moglie e la bambina prossima ai quattro anni. E un attaccante il gol deve averlo nel sangue».

In Brasile
La tappa che lo ha formato di più resta il São Paulo: «Ci sono entrato a 10 anni e ho fatto tutta la trafila fino all'esordio in Serie A a 18 anni. Sono stato fortunato, è un'esperienza che mi ha fatto crescere». Poi Portimonense e Penafiel nella B portoghese, il Beroe nella massima serie bulgara e tanti club brasiliani: «Al Paysandu giocavo davanti a 50mila spettatori, ho giocato in A con l'América di Natal e con la Luverdense in B ho segnato 21 gol». Il salto di categoria si sente: «L'Eccellenza sarda è forte, ma la D è più fisica e più tecnica, e affronti squadre davvero forti, romane e campane». Le altre sarde del girone, Budoni, Latte Dolce, Ossese e Monastir, le conosceva già: «Le seguivo, sono in Sardegna da due anni». E la Cos? «Possiamo fare un campionato importante, la rosa è di qualità. Ora prepariamo la gara con l'Unipomezia: vogliamo i primi punti in casa». Obiettivi personali? «Non me ne pongo. Mi interessa che la squadra vinca e che tutti siano contenti». Il futuro? «Vedremo». L'idolo, invece, non si discute: Ronaldo Nazário, il Fenomeno.

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