Cortei e scontri, Francia in fiamme  - L'Unione Sarda.it

La protesta

07 ottobre 2026 alle 00:56

I giovanissimi tornano nelle piazze. Trump: «Immigrazione fuori controllo» 

Parigi. L’onda dei giovanissimi torna nelle piazze francesi. La mobilitazione della «Gen Z», con liceali tra i 14 e i 17 anni in prima fila, ha coinvolto genitori, docenti e sindacati, andando oltre le rivendicazioni sulla scuola, dalle «classi pollaio» agli edifici scolastici e al sistema educativo. In tutta la Francia sono scese in piazza 250mila persone secondo il ministero dell’Interno, il doppio per gli organizzatori. Una protesta in gran parte pacifica, ma segnata da scontri e atti vandalici a Parigi, Lione e Strasburgo.

Nella capitale il corteo tra République e Nation si è svolto senza particolari incidenti fino all’arrivo, quando un gruppo di circa 300 black bloc, definito dalla prefettura di «individui ostili», ha ingaggiato scontri con la polizia. Per oltre un’ora sono stati lanciati sassi e incendiati cassonetti, mentre gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e granate assordanti. I manifestanti erano 56mila secondo le autorità, 100mila secondo gli organizzatori.

La polemica politica

Alla protesta hanno partecipato anche Jean-Luc Mélenchon, la leader dei Verdi Marine Tondelier e il primo segretario socialista Olivier Faure. Numerosi docenti hanno formato lungo il percorso una catena umana di solidarietà con gli studenti.

Il premier Sébastien Lecornu, intervenendo davanti all’Assemblée Nationale, ha condannato le violenze, assicurando che saranno perseguite anche quelle commesse dagli agenti, ma ha richiamato alla «responsabilità individuale, anche per i minori» per quelle attribuite ai manifestanti. Ha inoltre accusato Mélenchon e La France Insoumise di voler «creare il caos nel Paese» e promesso ascolto alle rivendicazioni degli studenti, annunciando per il fine settimana una sospensione delle lezioni per favorire un «momento di democrazia interna». In serata Lecornu e diversi ministri sono stati convocati da Emmanuel Macron all’Eliseo.

«Andremo avanti»

La mobilitazione, però, non si ferma: «Andremo avanti» è stata la parola d’ordine dei cortei, nonostante gli appelli del governo a tornare in classe. Gli arresti sono stati 488, meno delle precedenti manifestazioni, mentre 43 agenti sono rimasti feriti. Alta la tensione dopo il grave episodio di Lens, dove uno studente ha perso una mano per una granata sting-ball utilizzata dalla polizia: dovrà essere accertato se l’avesse raccolta per rilanciarla o se sia stato colpito dall’ordigno lanciato dagli agenti. È ancora sotto inchiesta anche un poliziotto che, una decina di giorni fa, aveva sparato un lacrimogeno a due metri dal volto di un giovane, provocandogli lesioni gravissime.

Il presidente Usa

Sulla protesta è intervenuto anche Donald Trump, sostenendo che «quanto sta accadendo in Francia» non abbia a che fare con la scuola, ma con «un’immigrazione di massa fuori controllo» e con l’Islam che vorrebbe «prendere il sopravvento» sul Paese. L’attacco si inserisce nella lunga serie di critiche rivolte dal presidente americano all’Europa, accusata di aver abbandonato i propri valori e di favorire l’immigrazione incontrollata.

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