«Così guarirai dal malocchio», ma era solo Gaviscon: arrestata a Roma coppia di 60enni

Una signora di 88 anni, convinta di avere il malocchio, si era affidata a una coppia che, approfittando della sua buona fede e dell’età avanzata, l’ha raggirata spillandole 3.500 euro e “curandola” con l’“imposizione” delle mani sullo stomaco e un farmaco per il reflusso gastrico. Lo scorso 13 agosto i carabinieri della stazione di Roma San Sebastiano e quelli del nucleo operativo della Compagnia di Roma Eur hanno arrestato in flagranza di reato, con l’accusa di truffa aggravata, i coniugi incensurati: Bruno Ravone, 62 anni, e Catia D’Agostini, 60 anni, residenti a Capena e difesi dall’avvocato Urbano Del Balzo; mentre il figlio 19enne è stato denunciato a piede libero. La vigilia di Ferragosto il giudice della VI sezione penale del Tribunale capitolino, Ezio Damizia, ha convalidato l’arresto, applicato per marito e moglie la misura cautelare dell’obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria (il pm aveva chiesto i domiciliari) e disposto di «procedersi al giudizio nelle forme del rito direttissimo».

Ravone si era presentato sin dall’inizio alla vittima come un “guaritore”, «facendole credere di essere capace di toglierle la “negatività” e il malocchio», che l’anziana lamentava di avere. Prima si erano parlati al telefono, poi il 62enne era andato a casa della signora convincendola di essere in grado di guarirne il mal di testa o il mal di stomaco «mediante “imposizione” o “movimenti” delle mani sullo stomaco della persona offesa o comunque attraverso “riti” di sorta», si legge nel dispositivo del giudice, «facendosi consegnare in corrispettivo di tali prestazioni delle somme di denaro». Inizialmente di piccola entità: 20-30 euro, poi anche 500 euro, fino all’ultima dazione di 3.500 euro per la quale la coppia è stata arrestata.
È stato il figlio dell’anziana a far scattare le indagini dei carabinieri, denunciando il raggiro. «A seguito di un rapporto snodatosi per diverso tempo, il 13 agosto scorso - spiega il giudice Damizia nell’ordinanza - Ravone e la moglie concordavano un appuntamento nell’abitazione» della vittima «per la consegna della somma di 3.500 euro». In cambio, D’Agostini consegnava alla 88enne una bustina di Gaviscon «sempre al fine evidentemente di farle credere di far sparire il dolore allo stomaco che la persona offesa ritiene effetto di “negatività”, mentre Ravone attendeva all’esterno dell’abitazione».

Durante l’interrogatorio in aula, gli imputati «hanno riferito che si trattava di un semplice rapporto di aiuto e di sostegno verso la donna, senza tuttavia specificarne il motivo o spiegare circostanze in cui l’hanno conosciuta». Una versione ritenuta «inverosimile» dal giudice, smentita dalla vittima e dal contenuto delle conversazioni su Whatsapp «che denotano una posizione di subalternità dell’anziana nei confronti di Bruno Ravone».

La 88enne, infatti, ringraziava e si scusava con l’uomo, presentatosi appunto come un guaritore. Durante le perquisizione dei carabinieri nell’appartamento di Capena dei coniugi indagati, è stato trovato un biglietto in cui c’è scritto di «allontanare una certa Tiziana», presumibilmente la donna che aveva fatto incontrare il presunto santone con l’anziana, «evidentemente per avere “campo libero”».

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