Volo annullato da Singapore, per tornare dalle vacanze famiglia perugina paga 9mila euro in più

PERUGIA - C’è chi scopre da un articolo che il volo prenotato mesi prima non partirà più, chi arriva in Egitto e vede saltare la visita alle Piramidi. E c’è anche chi, dopo giorni di disagi nel Sud-est asiatico, è stato costretto a spendere circa 9mila euro per rientrare in Italia. Poi appartamenti che esistono solo negli annunci, polizze light che al momento del bisogno non coprono le spese. Anche il campionario dell’estate 2026 è ricco di casi di disagi e disavventure dai vacanzieri umbri, raccolti dalle associazioni dei consumatori: storie accomunate da programmi stravolti, salassi e contenziosi che vanno avanti dopo il rientro. 

Federconsumatori Umbria sta seguendo il caso di una famiglia che a marzo ha prenotato il volo Perugia-Pantelleria per luglio. La cancellazione della tratta, però, è stata scoperta a fine maggio tramite un articolo online, mentre la comunicazione formale della compagnia è arrivata solo il 2 luglio. Per non rinunciare alla vacanza il gruppo ha accettato un volo alternativo da Fiumicino pagando quasi 490 euro di adeguamento tariffario, oltre ai costi per raggiungere Roma e per il parcheggio. «Abbiamo chiesto il rimborso delle maggiori spese e il riconoscimento del disagio subito», spiega Alessandro Petruzzi, presidente di Federconsumatori Umbria. «La compagnia non ha contestato la richiesta, ma finora non è arrivato nulla». Un’altra disavventura ha riguardato tre amiche perugine che con largo anticipo avevano prenotato un pacchetto tutto compreso per l’Egitto, con mini crociera sul Nilo e visita alle Piramidi. Lo spostamento di un giorno dei voli di andata e ritorno ha però fatto saltare il tour archeologico – principale motivo del viaggio - senza possibilità di recuperarlo. Le viaggiatrici hanno inoltre perso una notte già pagata e dovuto pagarne una aggiuntiva. Federconsumatori ha chiesto il rimborso delle maggiori spese e il riconoscimento del danno da vacanza rovinata sia all’agenzia sia alla compagnia aerea. 

«Il problema è stato riconosciuto, ma da parte loro non c’è stato ancora un gesto concreto», spiega Petruzzi. «La vertenza è aperta e valuteremo se procedere in altre forme». Tra i casi seguiti dal Codacons Perugia c’è quello di alcuni viaggiatori umbri (perugini) rimasti bloccati per giorni a Singapore a causa di cancellazioni e cambi di volo legati alla crisi di Hormuz. Dopo aver annullato i biglietti pensando di poterli riprenotare, per rientrare hanno dovuto acquistarne di nuovi spendendo circa 9mila euro, senza ottenere rimborsi dalla polizza sottoscritta online. «Abbiamo raccolto segnalazioni di overbooking e biglietti acquistati attraverso motori di ricerca che, al primo problema, hanno lasciato il viaggiatore senza alternative», spiega Carla Falcinelli. L’ufficio legale dell’associazione sta inoltre assistendo un padre perugino diretto in Spagna a trovare la figlia: è rimasto un giorno e mezzo in aeroporto, spendendo altri 700 euro per partire. In un altro caso una coppia perugina ha dovuto rinunciare alla crociera per un improvviso problema di salute dell’uomo. «Stiamo discutendo con la compagnia che non intende rimborsare perché nel certificato è comparsa la dicitura disturbo cronico, ma non era così». Sul versante truffe online, l’Unione nazionale consumatori Umbria ha raccolto varie richieste di chiarimento dopo il caso dell’appartamento di Cesenatico affittato a numerosi vacanzieri ma che, in realtà, non esisteva. «Molte persone ci hanno contattato per capire se gli annunci sui quali stavano per prenotare fossero autentici, alcune dopo avere già versato una caparra», racconta Damiano Marinelli, presidente regionale Unc. Un segnale della difficoltà ancora diffusa nel riconoscere foto prese da altri annunci o offerte poco credibili. «Il primo campanello d’allarme resta il prezzo: se una settimana fronte mare in agosto costa meno della metà delle altre proposte della stessa zona, qualche domanda bisogna farsela. Occorre confrontare gli annunci, verificare immagini e riferimenti e accertarsi che la struttura esista». 

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