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29 agosto 2026
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Il nodo Report è finalmente sciolto. La Rai aveva promesso una soluzione entro la settimana e così è stato. Dalla prossima stagione Sigfrido Ranucci non sarà più alla guida del programma d’inchiesta di Rai3 e sarà sostituito da Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Una soluzione "corale" in cui si sposano tradizione e innovazione, ma senz’altro inattesa. Cassati dunque volti noti come Federico Ruffo, Massimo Giletti, Francesca Fagnani, Sabrina Giannini, e ignorate anche le più storiche firme di Report come Giulia Innocenzi e Giorgio Mottola a vantaggio dei nuovi padroni di casa. Ma chi sono esattamente? Giornalista e inviata televisiva, Giulia Presutti collabora con Report dal 2017, firmando varie inchieste dedicate alla politica, alla cronaca giudiziaria e ai principali temi dell’attualità nazionale. Nel 2026 ha ricevuto il Premio «Giuseppe Fava» Giovani per il suo lavoro di approfondimento sui fenomeni della corruzione e della gestione della cosa pubblica in Sicilia. Entrata di recente in Rai dopo il concorso interno per giornalisti professionisti, ha iniziato il proprio percorso con uno stage a Rai News 24 grazie alla Scuola di Giornalismo di Perugia. Nel 2016 è stata finalista del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Oltre che con Report, ha collaborato con Agorà, Estate in Diretta e Nemo - Nessuno escluso. Ha lavorato anche con il network statunitense NBC, seguendo eventi internazionali di primo piano, tra cui lo storico incontro tra Donald Trump e Kim Jong Un e la morte di Papa Francesco.
La furia di Ranucci: "Mostruosi e vigliacchi". Attacca tutti, pure i colleghi
Il co-conduttore Daniele Piervincenzi, giornalista e reporter d'inchiesta, dopo gli esordi a La7 e un’esperienza nella redazione di Otto e Mezzo, è invece approdato in Rai come inviato e autore di Nemo - Nessuno escluso. Nel 2017 fu aggredito a Ostia con una testata da Roberto Spada del clan omonimo. Dopo varie esperienze a Sky, nel corso della sua carriera ha ricevuto il Premio Paolo Borsellino, il Premio Guidarello, il Premio Antonio Russo per il Giornalismo di Guerra e il Premio Articolo 21.
Uno, nessuno e Ranucci. Eroe o a fare i suoi bisogni: la doppia versione della telefonata a Gabanelli
Tornando invece a Sigfrido Ranucci, questi è chiamato a valutare le tre proposte avanzategli dalla Rai, ovvero la vicedirezione ad personam del Tg3 o di RaiNews, o in alternativa un incarico di corrispondente (gli sarebbe stato proposto Il Cairo). Ma l’ormai ex conduttore di Report affida ai social tutta la sua rabbia, parlando di «collaborazionisti interni alla redazione usati come cavalli di Troia dall’azienda». Non gli auguri più cordiali, insomma, ai due nuovi padroni di casa di Report, ai quali neanche Milena Gabanelli, fondatrice del programma, si spinge a dedicare più di un emblematicamente laconico «lunga vita a Report». Così com’è emblematico il destino di Ranucci, che al pari del suo omonimo mitologico Sigfrido, si sentiva ed era ritenuto fino a qualche settimana fa invincibile e che, dopo giorni e giorni di strenua resistenza, è stato colpito alla schiena da franchi tiratori in seno alla sua stessa redazione finendo per soccombere. La notizia dell’avvicendamento è stata commentata con atteggiamenti contrastanti. L’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, ha deplorato la decisione della Rai che, a suo avviso, «condanna la vittima di un attentato», aggiungendo che il suo assistito d’ora in poi «condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede» lasciando forse adombrare un’azione legale contro la televisione pubblica. Paolo Corsini, direttore dell’approfondimento Rai plaude invece alla decisione cui si è pervenuti, così come il sindacato di destra Unirai si dichiara decisamente favorevole alla scelta Rai. Di tutt’altro avviso gli inviati di Report che si dicono addirittura pronti ad andarsene. Non certo un comitato di benvenuto, insomma, né un roseo augurio di buon lavoro per Presutti e Piervincenzi.