Da sette anni senza una caserma  - L'Unione Sarda.it

Burcei.

25 luglio 2026 alle 00:42

I carabinieri costretti a spostarsi e utilizzare gli uffici a Sinnai 

Da sette anni i carabinieri a Burcei sono senza caserma. Ospitati in un edificio privato, sono dovuti andare via quando il proprietario aveva deciso di non prorogare l’affitto. E da allora sono dovuti andare a Sinnai, costretti a condividere gli spazi coi colleghi e a percorrere giornalmente 60 chilometri per andare e tornare giornalmente così da garantire il servizio di prevenzione o anche solo per raccogliere una denuncia. Un disagio non da poco.

Soluzioni

La vecchia amministrazione comunale ha cercato alternative, trasformando anche alcune aule della scuola media in uffici destinati all’Arma, ma non è servito: i militari in quell’edificio non sono mai entrati. Poi ha puntato alla costruzione di un nuovo caseggiato, indicando l’area e ottenendo anche il contributo necessario per realizzarlo: 1,9 milioni di euro.

Ora Marcello Malloru, sindaco dallo scorso giugno, ha ripreso in mano il problema e recentemente ha incontrato anche il maggiore Michele Cerri, comandante della Compagnia di Quartu (competente per territorio), rilanciando il progetto della Giunta capeggiata dall’ex primo cittadino Simone Monni: utilizzare la scuola media per ricavarne gli uffici dell’Arma e i servizi.

Difficoltà

«La realtà è questa», commenta il sindaco Malloru, «per qualche incombenza urgente diamo la disponibilità dell’ufficio della Polizia locale ma non si può davvero continuare così. Ecco il perché della necessità di superare l’attuale emergenza utilizzando quelle aule, che farebbero davvero comodo».

Possibile riuscirci? «Lo spera soprattutto la cittadinanza: Sinnai è lontana per i carabinieri, figuriamoci per i cittadini. Soprattutto per i più anziani. Per il futuro puntiamo a costruire il nuovo presidio magari in un punto centrale del paese. In alternativa pensiamo anche all’acquisto di un edificio che possa diventare caserma».

Il sindaco punta a un altro incontro con i vertici territoriali dell’Arma per arrivare a una soluzione, seppure provvisoria: i militari ci sono, anche se da pendolari. Serve almeno un punto di appoggio. (r. s.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

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