di Piero Di Domenico
La brand manager Dazzi: «Far crescere una collezione richiede un sapere»
Collezionare non vuole dire solamente accumulare. È il principio ispiratore della nuova edizione di Mercanteinfiera, nel quartiere fieristico di Parma dal 3 all’11 ottobre, che si presenta come «un atlante proustiano della memoria». Una formula spiegata dalla Brand Manager Ilaria Dazzi: «Accumulare può essere anche molto facile, decidere invece di fare crescere una collezione vuol dire maturare delle competenze, rischiando anche di fare acquisti sbagliati. Aldilà delle questioni economiche, che pure hanno il loro peso, avere una collezione con dei criteri vuole dire anche conservare una parte di storia, mantenere in vita vicende che altrimenti non conosceremmo. Una collezione appaga il proprio ego e i ricordi più lontani, ma è un bene anche per chi ci entra in contatto».
Nei 4 padiglioni, collocati in 45mila metri quadrati di esposizione, trovano posto più di mille presenze espositive con oltre 5.000 buyers attesi. In quello che è oggi il maggiore appuntamento europeo dedicato ad antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo vintage, da mobili d’epoca a gioielli e capolavori del design. «Siamo contenti — prosegue Dazzi — del fatto che ci sono anche Paesi nuovi che si avvicinano a noi, l’Australia, il Canada, la Thailandia, la Corea del Sud. Realtà sulle quali stiamo iniziando a investire anche a livello di marketing, perché hanno una sensibilità verso il nostro mercato. Oggi sempre di più si cercano oggetti che hanno dietro una grande storia da raccontare, che in qualche modo siano unici. Fare un investimento, anche più elevato, a fronte di un oggetto che abbia una storia particolare. Le collezioni oggi non sono più solo di quadri o francobolli, ma toccano anche oggetti che in pochi hanno visto».
Un’altra linea di tendenza riguarda il modernariato: «L’antiquariato accusa un po’ il colpo dei costi ma soprattutto delle dimensioni, perché i mobili spesso hanno strutture che le nostre abitazioni attuali fanno fatica ad accogliere. Invece c’è grande attenzione verso il mondo dell’orologeria». Intramontabile è il mito del vintage, che siano abiti, calzature o accessori: «Emulare stili che hanno fatto la storia oggi è una pratica che la fa da padrona. Un ambito in cui c’è un senso di accessibilità superiore, senza contare che le nuove generazioni sono molto più attente ai concetti di ecosostenibilità e riciclo, temi che Mercanteinfiera ha nel suo Dna. La loro vicinanza al mondo dei social fa sì che spesso basta un post o una storia su Instagram e immediatamente alcuni tormentoni diventano oggetti di culto e di interesse». Ad accompagnare Mercanteinfiera un’ampia sezione di mostre collaterali, da «Pronto chi parla?» sulla telefonia pubblica a «Un mondo di menù», con una selezione di circa 80 pezzi originali che hanno testimoniato pranzi ufficiali e cene di gala. Dal più antico menù a stampa conosciuto, datato 1803, a una rarissima testimonianza superstite del Titanic, dal foglio manoscritto con dedica autografa di Gabriele D’Annunzio per il pranzo dei Bersaglieri ciclisti a Fiume fino ai sontuosi menù delle nozze reali britanniche, da Carlo e Diana a William e Kate. E poi «Ricami di storia: il fazzoletto tra moda, memoria e galateo», a ricordarne le remotissime origini nelle civiltà egizia e cinese e la duplice funzione in epoca romana. Dove si divideva tra l’uso per pulirsi il viso, il naso e la bocca e quello per detergersi dal sudore ma anche in segno di applauso e gradimento a teatro. Non mancano le novità come la sezione «Vintage Photo Parma», il 3 e 4 ottobre, e l’attigua area dedicata a manifesti vintage e locandine di film. Con opere di Milo Manara e altri autori del mondo dei fumetti, indici di un collezionismo che trova riscontro soprattutto nelle fasce più giovani. A Parma anche una collezione di delicati strumenti musicali orientali, somiglianti a sculture visto il loro utilizzo soprattutto rituale. Il 3 ottobre a mezzogiorno l’inaugurazione di Mercanteinfiera vedrà proprio due musicisti che ne utilizzeranno uno. Ricreando, attraverso suoni lontani, canzoni conosciute e amate un po’ da tutti.
LA GUIDA - Mille espositori nello spazio del polo fieristico
Giunto alla sua 45ª edizione, Mercanteinfiera torna alle Fiere di Parma dal 3 all’11 ottobre nella sua versione autunnale, proponendo a collezionisti e appassionati una selezione di oggetti di antiquariato, modernariato, design storico e collezionismo vintage esposti da oltre 1.000 professionisti in 4 padiglioni distribuiti su un’area di 45.000 mq. Tra le novità di questa edizione, oltre a Vintage Photo Parma, la sezione dedicata alla fotografia vernacolare, anonima e vintage, ci sono, come ormai da tradizione alcune mostre collaterali: «Suoni e Orizzonti: viaggio tra strumenti inattesi»; «Un mondo di menù»; «Ricami di storia: il fazzoletto tra moda, memoria e galateo» e «Pronto chi parla? L’evoluzione della telefonia pubblica italiana». Sarà presente anche una sezione speciale dedicata a libri e manifesti vintage. Il biglietto giornaliero costa 16 euro, 12 euro più diritti di prevendita se acquistato online.
Per info: www.mercanteinfiera.it
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29 settembre 2026 (modifica il 29 settembre 2026 | 08:26)
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