Il primo incontro risale all’adolescenza. Manolo Blahnik arriva a Milano da studente attraversando il traforo del Monte Bianco su un pullman proveniente da Ginevra. Da allora non ha mai smesso di sorprenderlo con la sua eleganza discreta, l’architettura, la cultura e quel senso dello stile che si manifesta soprattutto nei dettagli.

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Lo shoe designer non ha certo bisogno di presentazioni. Nato nelle Canarie ma cittadino del mondo, in oltre cinquant’anni di carriera ha trasformato la scarpa in un vero proprio oggetto di desiderio, conquistando intere generazioni di donne. E firmando modelli di It Shoes entrati nell’immaginario collettivo, dalle Hangisi alle Maysale. Per lui il capoluogo lombardo non è soltanto una delle capitali mondiali della moda, ma un luogo affettivo fatto di indirizzi iconici, scoperti nel corso dei suoi soggiorni e custoditi nel tempo. Quale modo migliore di raccontare questo legame così speciale, se non una mappa di indirizzi del cuore?
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Le mappe di Manolo Blahnik fanno tappa a Milano
Manolo’s Maps è una raccolta di guide molto personali dedicate alle quattro città che il designer considera casa: Londra, New York, Parigi e, adesso, Milano. Il capitolo meneghino del nuovo progetto lifestyle è stato presentato attraverso un piccolo tour realizzato in collaborazione con The Maptique, alla presenza di Kristina Blahnik, nipote del designer e ceo della Maison. È stata lei a ricordare quanto Milano abbia ispirato lo zio per oltre cinquantacinque anni e quanto continui a occupare un posto centrale nella storia del marchio.
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Il rapporto con la città è insieme personale e professionale. È proprio alle porte del capoluogo lombardo, negli atelier di Re Marcello a Vigevano, che le scarpe del brand prendono vita grazie al lavoro degli artigiani. «Milano è il luogo in cui le nostre scarpe nascono e compiono i primi passi», racconta Manolo Blahnik. Ma è anche la città in cui ama tornare abitualmente, seguendo rituali ormai consolidati.
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Dalle oasi verdi nascoste al caffé storico del cuore
Il suo nido è il Four Seasons: da oltre vent’anni soggiorna sempre nella stessa camera. Poi inizia l’esplorazione. Ci sono le oasi in cui rifugiarsi, come l’Orto Botanico di Brera. Le dimore d’autore, come la casa dello scrittore Alessandro Manzoni. Le boutique storiche, come Lorenzi, un’istituzione meneghina. E i caffè in cui concedersi una pausa, sempre con un dolce («è golosissimo» rivela la nipote). Vip watching? No, qui è solo Sciura watching: sono le signore dal portamento distinto le vere regine di stile che lo shoe designer ama osservare per le vie del Quadrilatero.
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Ad accompagnare la mappa, non a caso, c’è anche lo Street Style Edit: una selezione di modelli Manolo Blahnik con tacco o rasoterra versatili, pensati per percorrere i suoi itinerari e seguire il suo ritmo veloce, in continuo divenire. Perché, come ammette lui stesso, resta soprattutto una città che non si finisce mai davvero di conoscere: «Milano è la mia casa lontano da casa, la città della scoperta, un luogo di pura gioia».
Una copia in edizione limitata di Manolo’s Milan Maps può essere ritirata nella boutique Manolo Blahnik e presso una selezione di indirizzi coinvolti nell’iniziativa.
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