Derby infuocato a Treia, l'acqua del campo finisce sugli spalti (contro tifosi e presidente). «Sugli spalti come al parco acquatico»

Derby infuocato a Treia, l'acqua del campo finisce sugli spalti: l'Aurora parla di «parco acquatico»
Derby infuocato a Treia, l'acqua del campo finisce sugli spalti: l'Aurora parla di «parco acquatico»

di Mauro Giustozzi

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martedì 1 settembre 2026, 03:40

TREIA - Un derby di Coppa Italia caldo in campo ma anche… bagnato fuori quello tra Chiesanuova e Aurora Treia andato in scena domenica scorsa. Con dirigenti, sponsor e tifosi ospiti letteralmente innaffiati nel loro settore in tribuna prima del via della partita da un irrigatore del campo. Questa l’accusa partita dalla società dell’Aurora (sodalizio targato Lube) che ha inviato una Pec di lamentela al Chiesanuova chiedendo le scuse per l’accaduto.

La posizione

Scuse che sono arrivate da parte del patron del Chiesanuova, Luciano Bonvecchi, precisando che non si è trattato di un gesto deliberato e voluto, quello di far giungere l’acqua nel settore occupati dai treiesi, ma che la causa è stata il forte vento che imperversava sul campo. E questo, secondo il Chiesanuova, avrebbe prolungato lo spruzzo degli irrigatori sulle gradinate. «Quando mancavano una manciata di minuti al fischio d’inizio, dal campo è partito un idrante, quello utilizzato per l’irrigazione del terreno di gioco - ha scritto in una nota l’Aurora Treia- che ha pensato bene di rivolgersi anche, e direttamente, alla tribuna ospiti. I tifosi dell’Aurora presenti nel settore riservato agli ospiti sono stati letteralmente innaffiati. Tutti, presidente, sponsor e tifosi (presente anche l’amministratore delegato della Lube, Fabio Giulianelli, ndr). E parecchio. Altro che qualche goccia. Nel giro di pochi istanti, la tribuna ospiti si è trasformata in una sorta di parco acquatico improvvisato: tifosi zuppi, vestiti fradici. Un servizio, dobbiamo riconoscerlo, decisamente generoso: abbondante, capillare e soprattutto democratico. Nessuno è rimasto escluso - afferma ironicamente il club -. Peccato solo per un piccolo dettaglio: nonostante il caldo afoso, nessuno lo aveva richiesto. Da parte nostra, nella sfida di ritorno ci impegneremo affinché i tifosi avversari possano godersi lo spettacolo della gara senza ritrovarsi con i vestiti bagnati». Chiesanuova che, pur scusandosi con l’Aurora per l’accaduto, non ci sta a passare come mandante di questo innaffiamento. «So che circola un video nel quale si vede che l’irrigatore giunge fino alla linea bianca laterale dove è posizionato da sempre – afferma il presidente Luciano Bonvecchi -. Se poi nel pomeriggio sullo stadio ha soffiato un vento forte che ha spinto l’acqua ad arrivare in tribuna io che ci posso fare? L’Aurora ci ha inviato poi una Pec in cui esigono le scuse: le scuse le facciamo e le abbiamo inviate con una Pec alla società, ma da parte nostra non c’è mai stata alcuna intenzione di indirizzare il getto d’acqua verso la tribuna ospiti. Quindi esigere mi pare un passaggio forte e del tutto fuori luogo. Va detto infine che è stato l’arbitro, viste le alte temperature, a chiedere che il campo fosse innaffiato e ci ha messo lo zampino il vento che ha allungato fino alla tribuna lo schizzo d’acqua».

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