24 luglio 2026, 08:06
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Dopo quello che fa i gol, ecco quello che li para. È l’altra emergenza in casa Juventus e in questo caso non per una questione numerica ma prettamente tecnica o, meglio ancora, attitudinale. Perché Michele Di Gregorio non è inadatto in termini tecnici assoluti, quanto nella postura emotiva che consente di reggere le pressioni che gravano sul portiere della Juventus e soprattutto sul tipo di performance che gli vengono richieste: non quelle di chi è costantemente sotto tiro durante tutta la partita, bensì di chi deve farsi trovare pronto a freddo. E gli errori, purtroppo, hanno innescato insicurezze e un clima tale da rendere necessario un cambiamento.
Da Alisson a Dibu Martinez
La volontà di incrementare il tasso di esperienza e di personalità ha instradato la ricerca verso profili professionali ben definiti in tal senso: prima il brasiliano Alisson - saltato perché il Liverpool ha fatto valere la facoltà di prolungare il contratto del portiere - e da qualche settimana Emiliano “Dibu” Martinez.
Sull’argentino, per la verità, si è ragionato molto, al punto a aver discusso di accordi sull’ingaggio. Ma negli ultimi giorni le riflessioni in casa bianconera spingono verso un ripensamento: sia per ragioni tecniche, sia soprattutto economiche.
Dibu Martinez, cosa succede
Le prime derivano da alcune perplessità lasciate in eredità dal Mondiale, senza dimenticare il problema della frattura al dito e degli inevitabili tempi di ripresa dopo un simile percorso, e una simile delusione. Non è un caso che lui stesso, sui propri profili social, abbia accennato alla necessità di una pausa di riflessione: “Bisogna riflettere su molte cose, capire come andare avanti e se è il momento di fare un passo indietro”. Evidentemente si riferiva alla Nazionale, ma per un portiere delle sue caratteristiche l’aspetto motivazionale diventa davvero decisivo e può risultare dirimente nelle prestazioni, soprattutto al tramonto della carriera. E la questione economica è strettamente correlata perché a spanne, tra ingaggio e richieste dell’Aston Villa ci si avvicina ai 30 milioni: un po’ troppi per un portiere che compirà 34 anni a settembre.
Suzuki, la Juve si muove
Meglio, molto meglio i 23 anni di Zion Suzuki, portiere di proprietà del Parma che, guarda un po’, è finito nell’orbita di quell’Aston Villa che ha bloccato il Dibu. Ieri, a margine dell’assemblea di Lega, c’è stato il confronto tra l’ad Giovanni Carnevali e il suo omologo emiliano Federico Cherubini. Il discorso è filato via liscio con l’ipotesi di girare sul portiere i denari che la Juve di investire per Pellegrino.
Idea affascinante, anche perché il portiere ha una personalità molto sviluppata e un’età di grande prospettiva, non fosse che oltre all’Aston Villa c’è anche il Leeds: la Premier sa essere convincente... Così resta, assolutamente viva, la candidatura di Guglielmo Vicario per cui il Tottenham potrebbe prendere in esame l’ipotesi del prestito, senza obblighi di riscatto. Tanto più ora che non è stato convocato da De Zerbi per la tournée in Australia.
Vicario, freccia Juve
L’ingaggio, intorno ai 5 milioni netti, non è un problema e l’età del portiere friulano, 29 anni, consentirebbe di ragionare con il Tottenham in prospettiva per un eventuale riscatto definitivo nel caso in cui il portiere, che viene definito motivatissimo, si confermasse all’altezza. La Juventus, adesso, ci pensa con molta più decisione di prima e le notizie di un possibile inserimento del Napoli spingono ad accelerare.
Vicario, insomma, ha davvero inserito la freccia per sorpassare il rivale più accreditato nella corsa alla porta della Juventus. Piste alternative quelle che portano al tedesco Noah Atubolum del Friburgo e a Kepa Arrizabalaga dell’Arsenal. Lo spagnolo, che fu pagato 80 milioni dal Chelsea, ha deluso le attese e non ha convinto neppure con i Gunners. Si tratterebbe, alla fine, di una scommessa e non è davvero quello che può permettersi la Juventus.
Dopo quello che fa i gol, ecco quello che li para. È l’altra emergenza in casa Juventus e in questo caso non per una questione numerica ma prettamente tecnica o, meglio ancora, attitudinale. Perché Michele Di Gregorio non è inadatto in termini tecnici assoluti, quanto nella postura emotiva che consente di reggere le pressioni che gravano sul portiere della Juventus e soprattutto sul tipo di performance che gli vengono richieste: non quelle di chi è costantemente sotto tiro durante tutta la partita, bensì di chi deve farsi trovare pronto a freddo. E gli errori, purtroppo, hanno innescato insicurezze e un clima tale da rendere necessario un cambiamento.
Da Alisson a Dibu Martinez
La volontà di incrementare il tasso di esperienza e di personalità ha instradato la ricerca verso profili professionali ben definiti in tal senso: prima il brasiliano Alisson - saltato perché il Liverpool ha fatto valere la facoltà di prolungare il contratto del portiere - e da qualche settimana Emiliano “Dibu” Martinez.
Sull’argentino, per la verità, si è ragionato molto, al punto a aver discusso di accordi sull’ingaggio. Ma negli ultimi giorni le riflessioni in casa bianconera spingono verso un ripensamento: sia per ragioni tecniche, sia soprattutto economiche.