Discarica, avanti con Cingoli. Via libera all’ampliamento. Garantiti altri quattro anni

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Disco verde della Provincia: appalto entro l’anno, impianto operativo nell’autunno 2027. Per un altro anno la spazzatura sarà portata fuori provincia, poi una riduzione dei costi.

Disco verde della Provincia: appalto entro l’anno, impianto operativo nell’autunno 2027. Per un altro anno la spazzatura sarà portata fuori provincia, poi una riduzione dei costi.

Disco verde della Provincia: appalto entro l’anno, impianto operativo nell’autunno 2027. Per un altro anno la spazzatura sarà portata fuori provincia, poi una riduzione dei costi.

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Via libera della Provincia di Macerata alla realizzazione dell’ampliamento della discarica di Fosso Mabiglia a Cingoli. È stato infatti pubblicato il provvedimento autorizzatorio unico con il quale si è conclusa la fase istruttoria per costruire una nuova vasca strettamente contigua a quella attuale per smaltire rifiuti non pericolosi. L’atto comprende, tra l’altro, la Valutazione di impatto ambientale (Via), l’autorizzazione paesaggistica e l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), stabilendo rigorose prescrizioni. L’ampliamento si svilupperà immediatamente a est dell’impianto esistente, la nuova struttura sfrutterà la viabilità di accesso, l’impiantistica di servizio (pesatura, uffici, sistema biogas) e i piazzali già operativi per minimizzare il consumo di nuovo suolo.

Viene specificato che si tratta di una soluzione temporanea in attesa dell’individuazione e realizzazione di un nuovo sito definitivo, tanto che è previsto un incremento della volumetria di 250mila metri cubi, una capacità aggiuntiva stimata per garantire l’operatività dell’impianto per circa quattro anni e due mesi. Dopo di che la discarica sarà chiusa e sarà realizzata una copertura definitiva con ripristino ambientale dell’area per garantirne l’isolamento e l’integrazione paesaggistica. Ora si può procedere all’appalto integrato che arriverà presumibilmente entro l’anno e, poi, dare il via ai lavori (per acquisire l’area è stato raggiunto un accordo con i proprietari per un importo di circa 430mila euro) che dovrebbero concludersi nell’autunno 2027. Ne derivano alcune conclusioni: per un altro anno dovremo portare i rifiuti fuori provincia; poi, però, con la disponibilità della terza vasca, non avremo più questo problema, con una riduzione dei costi. Per la fine del 2032, inizio 2033, dovremo aver già trovato un’altra soluzione: una nuova discarica a Montefano o Pollenza, secondo la contestatissima graduatoria dei siti approvata dall’ultima assemblea dell’Ata, e contro la quale questi comuni hanno pronto il ricorso al Tar? Oppure – come si vocifera – in relazione al Piano rifiuti regionale potrà essere utilizzato un sito del fermano su base interprovinciale? Oppure, al di là della dichiarata temporaneità – come qualcuno teme – ci sarà un nuovo ampliamento a Fosso Mabiglia?

La scelta di ampliare il sito di Cingoli è stata fatta dall’Ata, ma è Cosmari che si è messa in moto per raggiungere l’obiettivo, presentando un’istanza per il rilascio del provvedimento autorizzatorio più di un anno fa, nonostante allora ci fosse il pollice verso del Comune di Cingoli, pronto a diffidare la società dal procedere in questa direzione. Ci sono state indagini, sono stati acquisiti pareri, sono state chieste integrazioni. A gennaio di quest’anno c’è stata la prima Conferenza di servizi che si è conclusa con la richiesta di approfondimenti e chiarimenti, e poi la seconda, lo scorso 19 maggio, dopo che l’Assemblea dell’Ata ha approvato – tra le proteste – la graduatoria dei siti tra cui scegliere quello per la nuova discarica una volta esaurita la terza vasca di Fosso Mabiglia, condizione che era stata posta dal comune di Cingoli. Questo, tra l’altro, riceverà oltre un milione l’anno come eco-indennizzo (18 euro a tonnellata, rispetto ad una media regionale di 10 euro), che dovrà sborsare Cosmari facendosi carico anche di due progetti di riqualificazione del Comune per circa 350mila euro.

E, ovviamente, tocca sempre a Cosmari sborsare i soldi necessari per l’ampliamento di Fosso Mabiglia (oltre nove milioni di euro). L’importanza che il percorso prosegua senza intoppi è enorme: sia per il bilancio di Cosmari Srl, sia per contenere gli aumenti della tassa sui rifiuti, comunque già previsti per quattro anni. In caso di intoppi saranno guai.

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