Dolly Parton è morta a 80 anni: addio alla regina del country, da «Jolene» a «I Will Always Love You»

È morta Dolly Parton, una delle artiste più amate e riconoscibili della musica americana. La cantante, compositrice e attrice statunitense aveva 80 anni. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata martedì 25 agosto dalla famiglia attraverso i social e successivamente confermata dalle principali agenzie e testate internazionali.

Con lei se ne va un'autentica leggenda del country, capace di trasformare una storia iniziata nella povertà rurale del Tennessee in una carriera durata quasi sessant'anni. “Jolene”, “I Will Always Love You”, “Coat of Many Colors” e “9 to 5” sono soltanto alcuni dei brani che hanno contribuito a renderla un'icona mondiale, ben oltre i confini della musica country.

L'annuncio della morte di Dolly Parton

A comunicare la morte dell'artista è stata la famiglia direttamente dfall'account instagram della cantante.

La scomparsa arriva dopo un periodo nel quale le condizioni di salute della cantante avevano destato preoccupazione tra i fan. Negli ultimi mesi Parton aveva infatti dovuto ridurre gli impegni pubblici. A maggio aveva annunciato la cancellazione della sua residency di Las Vegas a causa di problemi di salute, spiegando che il suo sistema immunitario e quello digestivo avevano risentito delle difficoltà affrontate negli ultimi anni. Già nell'autunno del 2025, dopo che le parole della sorella avevano alimentato timori sulle sue condizioni, Dolly aveva rassicurato personalmente i fan, spiegando di essere sottoposta a cure.

La morte del marito Carl Dean

Il periodo più difficile era cominciato anche con la perdita di Carl Dean, il marito con cui Dolly Parton aveva condiviso quasi sessant'anni di matrimonio. Dean era morto nel marzo 2025, a 82 anni. I due si erano conosciuti nel 1964, proprio nel giorno dell'arrivo della giovanissima Dolly a Nashville, e si erano sposati due anni più tardi.

Un rapporto rimasto per decenni lontano dai riflettori: mentre lei diventava una star mondiale, Dean aveva sempre preferito una vita estremamente riservata. Dopo la sua morte, Dolly gli aveva dedicato la canzone “If You Hadn't Been There”.

Dalla povertà del Tennessee al successo mondiale

Nata il 19 gennaio 1946 in Tennessee, Dolly Rebecca Parton era cresciuta in una famiglia di dodici figli. La musica era entrata nella sua vita quando era ancora bambina: a 11 anni cantava già in una radio locale e a 13 si esibiva al Grand Ole Opry di Nashville. Dopo il diploma si trasferì a Nashville per inseguire il sogno della musica. L'incontro professionale con Porter Wagoner rappresentò uno dei passaggi decisivi della sua carriera, prima dell'affermazione come solista. Da quel momento il successo non si sarebbe più fermato. Parton ha venduto oltre 100 milioni di dischi, conquistato 11 Grammy Awards, compreso il Lifetime Achievement Award, ed è entrata sia nella Songwriters Hall of Fame sia nella Rock and Roll Hall of Fame.

“Jolene” e “I Will Always Love You”, le canzoni diventate immortali

Dolly Parton non è stata soltanto un'interprete. È stata soprattutto una delle più prolifiche autrici della musica americana, con migliaia di composizioni scritte nel corso della sua vita. Tra queste c'è “I Will Always Love You”, scritta come addio professionale a Porter Wagoner e trasformata molti anni dopo da Whitney Houston in uno dei brani più celebri della storia del pop. E poi “Jolene”, probabilmente la canzone che più di ogni altra ha attraversato le generazioni, reinterpretata negli anni da decine di artisti e diventata uno dei simboli della sua carriera.

Non solo musica: cinema e impegno sociale

Il suo volto era diventato familiare anche al pubblico cinematografico grazie a film come “9 to 5” e Steel Magnolias. Ma parallelamente allo spettacolo, Parton aveva costruito una vastissima attività filantropica. Attraverso la Imagination Library, il progetto nato per avvicinare i bambini alla lettura, sono stati distribuiti centinaia di milioni di libri. Durante la pandemia aveva inoltre donato un milione di dollari alla ricerca che contribuì allo sviluppo del vaccino contro il Covid-19. Dolly Parton lascia così un'eredità che supera il country e la musica stessa. Da una piccola casa del Tennessee ai palcoscenici di tutto il mondo, la sua voce, le sue canzoni e la sua immagine hanno attraversato quasi sessant'anni di cultura popolare.


Ultimo aggiornamento: martedì 25 agosto 2026, 20:22

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