Don Aniceto stroncato da un malore mentre celebra messa, aveva 86 anni: inutili i soccorsi

PORDENONE - È morto ieri mattina, a 86 anni, don Aniceto Cesarin. Il sacerdote è stato colto da un malore mentre stava concelebrando la messa con i confratelli nella Casa del clero di San Vito al Tagliamento. A nulla sono valsi i soccorsi del personale della struttura e dei sanitari del vicino ospedale: don Aniceto si è spento durante la celebrazione, circondato dai confratelli e dalle preghiere.
Il Friuli occidentale perde così una figura che per oltre sessant'anni ha accompagnato numerose comunità, dalla pianura alla Val d'Arzino, lasciando ovunque un ricordo profondo per i suoi modi garbati e la sua attenzione alla vita delle persone. È stato anche presidente e vicepresidindente dell'Efasce provinciale, insegnante di religione e alpino.

L'ANNUNCIO

L'annuncio della morte sulla pagina Facebook della Diocesi di Concordia-Pordenone. «Ci stringiamo con affetto e nella preghiera alla sua famiglia e a tutte le comunità che ha guidato e servito con dedizione in questi anni: da San Quirino, San Foca e Sedrano suo ultimo incarico da parroco prima di prestare servizio come collaboratore pastorale ad Aviano fino alle comunità di Anduins-Casiacco e Pielungo-San Francesco, Cordenons, San Stino e Prata, dove operò come vicario parrocchiale. Un ricordo grato va anche al suo impegno sociale e culturale come vicepresidente dell'Efasce a favore dei nostri corregionali all'estero». I funerali venerdì alle 15,30 nella chiesa di San Quirino, sempre lì il rosario alle 20 di giovedì.

IL PROFILO

Nato il 5 luglio 1940, don Aniceto era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1965. Il suo lungo percorso pastorale lo aveva portato a Cordenons, San Stino di Livenza, Prata, Anduins, Casiacco, Vito d'Asio e, successivamente, San Quirino, dove per quasi trent'anni era stato parroco di San Quirino, San Foca e Sedrano. Particolarmente forte è rimasto il legame con la Val d'Arzino, dove aveva prestato servizio per sedici anni, in un periodo segnato anche dalla ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Un rapporto che non si era mai interrotto e che aveva portato il Comune di Vito d'Asio a conferirgli la cittadinanza onoraria. Per la comunità della valle don Aniceto non era stato soltanto il sacerdote, ma una presenza familiare, capace di entrare nella vita quotidiana delle persone.

IL RICORDO

Anche l'Arzino Calcio lo ha ricordato ieri con un messaggio sui social, sottolineando come la sua storia si fosse incrociata più volte con quella della società. Fu infatti don Aniceto a inaugurare e benedire il campo di Casiacco, accompagnando uno dei momenti importanti della storia del sodalizio. E ancora oggi, negli spogliatoi del Comunale, sono custodite due maglie autografate da Ruud Gullit e Marco van Basten, donate proprio da lui all'Arzino. Un sacerdote sui generis, capace di parlare alle anime non solo dal pulpito, ma con azioni concrete e quotidiane. Aveva inoltre contribuito alla vita culturale e comunitaria della valle, tra le varie iniziative anche il Coro Val d'Arzino, fondato nel 1986 insieme al maestro Pierino Scodellaro.

A San Quirino aveva, invece, costruito un altro lungo capitolo della propria esperienza sacerdotale. Quasi trent'anni da parroco, durante i quali aveva promosso numerose iniziative, tra cui il Grest estivo, diventato negli anni un punto di riferimento per bambini, ragazzi e famiglie. Nel 2020, in piena pandemia, ci fu anche una festa a sorpresa per celebrare l'80esimo compleanno e i 55 anni di sacerdozio. L'allora sindaco Gianni Giugovaz, lo aveva ricevuto in fascia tricolore, per poi accompagnarlo al Parco Brolo dove ad aspettarlo c'erano circa ottanta persone, rappresentanti di una trentina di associazioni del Paese (sportive, sociali e culturali) convocate dal Comune e dai volontari della parrocchia. Nel 2025, dopo aver raggiunto la quiescenza, era diventato ospite della Casa del Clero di San Vito, continuando comunque a rendersi disponibile e a dare una mano, anche al Santuario della Madonna del Monte ad Aviano. Nel giorno della sua scomparsa, il ricordo che arriva dalla Val d'Arzino che non ha mai smesso di considerarlo uno dei propri punti di riferimento: «Oggi la Val d'Arzino perde un pezzo importante della propria storia». E aggiunge: «Anche quando il suo cammino sacerdotale lo portò altrove, qui il suo ricordo non si è mai affievolito».