Due arrestati per l’omicidio del tabaccaio del 2013. Uno è sardo  - L'Unione Sarda.it

Pinerolo.

30 luglio 2026 alle 00:51

Pinerolo. Dopo tredici anni c’è una svolta nell’omicidio di Giovanni Bruno, che il 4 giugno del 2013 fu ucciso con tre colpi di pistola davanti al suo bar-tabaccheria di corso Torino a Pinerolo. Due uomini sono stati arrestati dai carabinieri: il 79enne di origini sarde Pietro Zedde, fermato lunedì a Torino, e un torinese di 53 anni, Gabriele Riondino, fermato martedì. Un terzo uomo, ritenuto dagli investigatori il basista del gruppo, è invece morto otto anni fa. L’inchiesta, archiviata nel 2016, è ripartita dall’auto usata per quella rapina finita in omicidio, ma anche da nuovi elementi investigativi emersi di recente. Tra questi le parole di chi avrebbe procurato ai rapinatori la Peugeot 206 rubata a Torino e utilizzata per il colpo.

La sera del 4 giugno 2013, pochi minuti prima della mezzanotte, Bruno, 38 anni, venne ucciso davanti al suo locale durante un tentativo di rapina da parte di due uomini con il volto coperto da passamontagna. La vittima, secondo la ricostruzione degli investigatori, vedendo uno dei malviventi all'ingresso cercò di impedirgli di entrare. A quel punto il complice aprì il fuoco con una pistola calibro 22. Vennero esplosi cinque colpi e tre raggiunsero Bruno, uccidendolo. L’auto usata per la fuga venne ritrovata non molto distante. Durante le prime indagini i carabinieri raccolsero una grande mole di elementi, anche con il supporto dei Ris di Parma: ci furono interrogatori, intercettazioni, analisi balistiche, accertamenti biologici e del Dna. Vennero inoltre effettuate perquisizioni e sequestrati i passamontagna ritenuti usati nella rapina. Ma gli elementi raccolti non bastarono e, dopo alcuni anni, il fascicolo venne archiviato. Rimasta vedova, con due figli che all’epoca avevano 7 e 8 anni, la moglie di Bruno, Manuela Griglio, ha continuato a chiedere che si facesse luce sull’omicidio del marito.

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