Commercio.
30 luglio 2026 alle 00:51
Confesercenti-Fismo: oltre un negozio su tre in calo, soffrono i centri storiciBilancio in chiaroscuro per le prime tre settimane dei saldi estivi nell’Isola. È quanto emerge dal monitoraggio di Fismo Confesercenti, realizzato su 100 attività di abbigliamento e calzature. Il 37% delle imprese intervistate segnala una flessione delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Quasi sempre si tratta di una contrazione inferiore al 15%, e solo il 7% registra cali più consistenti. Il 34% degli operatori dichiara invece un incremento rispetto al 2025, in genere tra lo 0 e il 15%, mentre il restante 29% evidenzia risultati stabili.
Contrazione strutturale
«Il quadro è omogeneo – commenta il direttore regionale di Confesercenti, Gian Battista Piana – ma emerge la sofferenza dei centri storici e delle attività della fascia medio-bassa. Non siamo più di fronte a una semplice flessione congiunturale, ma a una contrazione strutturale dei consumi che rischia di compromettere il commercio locale di prossimità. Tengono meglio le località costiere e le aree turistiche, sostenute dai visitatori».
Cambiano le abitudini
Dal sondaggio emerge anche un cambiamento nelle abitudini di acquisto. Il caldo di luglio ha ridotto la permanenza nei centri cittadini e lo shopping “da passeggio”, facendo diminuire gli ingressi nei negozi. Il minor afflusso, però non ha comportato automaticamente un calo delle vendite. «Entra meno gente rispetto al passato – prosegue Piana – ma chi entra è più orientato all’acquisto. Diminuisce il cliente curioso, aumenta quello che esce di casa con un’esigenza precisa. Per questo, nonostante i minori ingressi, in molti casi i volumi hanno retto meglio del previsto».
«Troppi sconti anticipati»
Secondo Fismo Confesercenti, il tradizionale appuntamento dei saldi sta perdendo forza. «Oggi sono penalizzati da promozioni continue e sconti anticipati – afferma il presidente Roberto Bolognese – e perdono il loro carattere di eccezionalità. A pagare di più sono i negozi di vicinato, che non possono sostenere una competizione permanente sul prezzo». L’associazione chiede quindi una revisione della normativa nazionale. «Abbiamo promosso una petizione per posticipare l’inizio dei saldi, che oggi partono quando la stagione è appena iniziata», dice Bolognese. «Servono regole uniformi e maggiore equilibrio tra commercio tradizionale ed e-commerce.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

