Ritardi accumulati, coincidenze saltate e prenotazioni perse. È l’esperienza da incubo di Paolo, di sua moglie e di suo figlio, partiti da Bologna per una vacanza in Grecia.
I voli Ita Ariways, partiti da Bologna a Roma con due ore e mezzo di ritardo e da Roma ad Atene con un’ora di ritardo, hanno causato una serie di disavventure concatenate tra loro che hanno portato la famiglia bolognese a intraprendere un viaggio di oltre due giorni invece che di una mezza giornata, o poco più, come pianificato.
“Noi come famiglia, e così come noi altre persone, avevamo una serie di coincidenze di voli, di prenotazioni, di pernotti e di transfer già pianificati. Partiti da Bologna c’era chi andava in Sicilia, chi in Calabria, chi in Grecia. A Bologna abbiamo ricevuto messaggi di ritardo, che si è accumulato fino a due ore e mezza. Arrivati a Roma in ritardo, le coincidenze sono tutte saltate. Erano tutte coincidenze Ita Airways, che tra l’altro per me era la prima volta”.
“Inizialmente ci hanno detto di andare a un desk, tutte e duecento le persone insieme, immagini il caos. C’erano persone di ottant’anni, famiglie con bambini, di tutto e di più. Un desk era fantasma, poi una volta in coda ci hanno portato da un’altra parte per fare un’altra fila - continua Paolo -. Erano già le 22.30, forse le 23. Noi ad esempio avevamo una coincidenza per Atene, che ovviamente è saltata. Dopo aver fatto la fila, al desk, mi hanno detto che sarei stato in lista d’attesa alle 7.30 del giorno successivo, e che così mi avrebbero trovato un posto. Alle 2.30 ci hanno portato in albergo all’Eur, che da Roma Fiumicino è distante almeno mezz’ora in auto, e il pullman ha fatto diversi viaggi perché eravamo in duecento, come detto. C’era anche del nervosismo, può immaginare: c’erano persone anziane, bambini. Alle 6 ci siamo alzati di nuovo per andare a Fiumicino. Qui ci hanno detto che il posto non c’era. Il volo per Atene di fatto era già pieno, nonostante la promessa di essere inseriti in lista d’attesa”.
“Gli ho fatto vedere mio figlio, che ha 6 anni: era dal pomeriggio precedente che eravamo in giro. Nel pomeriggio siamo finalmente partiti verso Atene, ma siamo arrivati alle 20, perdendo un’altra coincidenza verso Icaria, dove eravamo diretti. I voli erano pieni fino a martedì 11 agosto, perché l’isola è piccola e i voli sono pochi. Quindi alle 22 ho preso la metro, sono andato al porto per cercare una nave. La prima nave, che partiva la mattina, non aveva posto. Incredibile. Alla fine abbiamo preso una seconda nave, che costava il triplo, per scendere in un’altra isola per prendere una seconda nave verso Icaria. Il tutto è stato pagato da me: nave, ristoranti, hotel, trasferimenti. Tutto. Mi è anche saltato il noleggio dell’auto che avevo in aeroporto a Icaria. Era tutto prenotato dallo scorso gennaio. Anche per l’auto ho dovuto trovare un’altra soluzione”.
“E poi il disagio: noi le valigie le avevamo imbarcate, quindi non avevamo nulla con noi - racconta ancora -. Spazzolino, cambio, nulla. E poi all’una di notte l’aeroporto di Fiumicino è una giungla. Sa, un aeroporto così grande. Ma davvero tante persone hanno avuto disagi: chi andava a Tunisi, chi in Messico, ovunque. Adesso Ita Airways mi ha scritto che forse mi rimborseranno 250 euro, ma io ho già contattato un legale. Dicono che forse c’è stato un problema con l’Etna, ma non saprei sinceramente. Fontanarossa è rimasto chiuso un solo pomeriggio. I problemi erano altri secondo me”.
Dopo due giorni e oltre di viaggio, con spostamenti e spese non preventivate, Paolo e la sua famiglia sono finalmente arrivati a destinazione: “Erano davvero tanto agognate queste vacanze, uno le fa una volta l’anno e spera che tutto vada bene. Ora speriamo di godercele e che vada tutto bene”, conclude.