Il sindaco di Como ha vietato le bici in centro, dopo essere stato investito da una bici in centro

La giunta del sindaco Alessandro Rapinese ha vietato gli spostamenti in bici in 30 vie del centro storico di Como, con una delibera molto criticata dai residenti, abituati a usarle soprattutto in quella zona (una città murata di origine romana con vie strette, dove è già in vigore una zona a traffico limitato). Il provvedimento non è ancora in vigore perché serve prima un’ordinanza della polizia locale, ma dovrebbe succedere entro pochi giorni.

Le strade in cui bisognerà condurre le bici a mano sono quelle che collegano la porta d’accesso alla città murata a piazza San Fedele (una delle piazze principali), al Duomo e al lato del lago di Como che dà sul centro storico. Sono anche le vie più larghe e per questo spesso scelte dai ciclisti, nonché quelle in cui si trova il maggior numero di turisti a passeggio. La delibera del sindaco cita espressamente il gran numero di turisti in centro come una delle ragioni delle nuove regole, che avrebbero quindi l’obiettivo di preservare la sicurezza di chi si sposta a piedi ed evitare incidenti tra ciclisti e pedoni. E a questo proposito c’entra anche un episodio personale capitato al sindaco Rapinese di recente.

Lo scorso 18 luglio, infatti, uscendo dal comune Rapinese era stato investito da una bici elettrica, procurandosi lividi e contusioni. Per questo diversi politici di opposizione e non solo hanno ritenuto la nuova delibera una specie di vendetta personale. Rapinese ha ammesso la connessione tra i due fatti, in un lungo video in cui ha spiegato la decisione. Parlando di un incidente che aveva coinvolto un bambino a Caserta, ha detto: «In altre città prima il bambino finisce in ospedale, poi la politica si muove, in questo caso non sono finito nemmeno in ospedale, sono stato centrato da una bici, ho raccolto informazioni e da lì è nato il provvedimento». Rapinese comunque ha citato anche diversi altri casi di incidenti tra ciclisti e pedoni, sia a Como che altrove.

Rapinese è in carica dal 2022, è a capo di una maggioranza civica ed è noto per le parole aggressive con cui spesso interviene per commentare le critiche alle decisioni della sua giunta, talvolta bizzarre e spesso contestate. Questa volta per esempio se l’è presa molto coi rider, visto che le vie dell’ordinanza sono quelle in cui passano più spesso, minacciandoli in modo un po’ strano per scoraggiare tentativi di infrangere le nuove regole: «La maggior parte dei vostri clienti sono in quel percorso: provate a salire sulla bici elettrica e partire con slancio, che secondo me quel panino ve lo mangiate voi, tanto non farete in tempo a consegnarlo».

Lo ha detto sempre nello stesso video in cui spiegava l’ordinanza, che fa parte di una serie di pseudo telegiornali realizzati da Rapinese per raccontare le sue decisioni, chiamati “RapiNews24” e regolarmente accompagnati da una sigla alla fine.

Uno screenshot del video sul divieto per le bici in centro

A chi ha proposto di vietare solo le bici elettriche, il sindaco ha risposto che non è possibile perché il codice della strada considera bici tradizionali ed elettriche allo stesso modo: la giunta ha quindi ritenuto che questo avrebbe portato il regolamento a essere annullato dal Tar, il tribunale amministrativo regionale.

Il divieto delle bici in centro è stato introdotto con il nuovo regolamento per la Ztl (zona a traffico limitato), che prevede anche maggiori restrizioni sul transito di automobili e furgoni in centro: per molte categorie sarà necessario un permesso annuale e, per ogni giorno di ingresso, un’autorizzazione da 3 euro, mentre le consegne ai negozi e ai locali potranno avvenire invece solo tra le 6 e le 11 di mattina. I turisti di alberghi, B&B e case vacanze, invece, potranno entrare in auto in centro storico solo se la struttura in cui alloggiano ha un posteggio.

Como non è la prima città italiana a limitare l’uso delle bici nelle zone più affollate del centro: a Palermo dal 2023 il transito è stato vietato o limitato in alcuni tratti delle vie principali. Intanto sono in corso molte polemiche: l’associazione NovaComo ha organizzato per mercoledì 12 agosto una biciclettata di protesta, è stata avviata una raccolta firme online per bloccare la delibera e un’ex assessora ha annunciato di voler impugnare il provvedimento al Tar.