Due maxi cipressi abbattuti nel giardinetto, residenti furiosi: «Non si toccano gli alberi secolari»

​PORDENONE - Il ronzio della motosega, ieri mattina, è arrivato fin dentro le abitazioni circostanti, complici le temperature ancora miti e le finestre aperte. Per capire cosa stesse succedendo, alcuni residenti hanno inforcato le bici e sono andati a vedere sul posto. Ci troviamo nella zona del centro studi. Nel giardinetto di via Gozzi, due grandi cipressi di circa 16 metri sono appena stati abbattuti. Nell’area verde sono in corso i lavori di rinnovo di camminamenti e fontana. Lavori che rientrano nella maxi riqualificazione di piazza del Popolo. Il tam tam è scattato in mattinata, quando sui gruppi Facebook cittadini è iniziato a circolare il video di una “abbondante” potatura delle piante, scatenando polemiche. Con l’accesso agli atti, richiesto dal capogruppo Pd in consiglio comunale Nicola Conficoni e dal consigliere Lorenzo Marcon, si chiarisce la situazione: «Esecuzione di alberi adulti a chioma espansa. Altezza oltre 12 metri, fino a 16 metri. In data 14 aprile 2026 è stata fatta una verifica sul posto ed è emersa la necessità di abbattere due cipressi troppo vicini all’edificio privato e non percettibili in quanto oscurati dalla presenza di alte piante di magnolia». I due alberi si trovavano accanto alla pizzeria (ex bar Perla). All’ora di pranzo l’abbattimento è compiuto, i due tronchi con i maxi rami ancora folti sono a terra, vicino all’edificio.
Immediato il commento dei due esponenti dem. «Dopo appena qualche giorno - osservano - sembra già essere stata disattesa la promessa del sindaco Alessandro Basso e dell’assessore all’Ambiente Mattia Tirelli di procedere con l’abbattimento degli alberi soltanto quando realmente necessario. La motivazione addotta sarebbe legata alla vicinanza alle abitazioni. Ma se erano così vicini agli edifici – chiedono Conficoni e Marcon – come mai, essendo alberi alti e presenti da anni, fino ad oggi sono rimasti al loro posto? L’abbattimento era davvero inevitabile oppure era possibile studiare una soluzione alternativa?». E concludono: «Non contestiamo la necessità di intervenire sulla città ma continuiamo a ritenere che gli alberi maturi debbano essere considerati un patrimonio da conservare, soprattutto in una fase di cambiamento climatico».

Il tiglio verde

Sul posto due attiviste del gruppo ambientalista Il Tiglio Verde, Alessandra D’Incecco e Francesca Fedrigo: «Appena abbiamo saputo, ci siamo precipitate. È l’ennesima barbarie che avviene in città. Perché abbattere due alberi secolari? Lo abbiamo chiesto a un addetto che si trovava lì. Prima ci ha risposto che erano curvi sulla pizzeria. Quando gli abbiamo mostrato il video dell’abbattimento con i cipressi ancora in piedi, dimostrandogli che non erano affatto curvi, ha detto che lui esegue ciò che gli viene chiesto. Inoltre, per rinnovare il camminamento fatto di sampietrini sono state recise le radici di grandi magnolie. Con le radici tagliate possono ammalarsi e cadere. Come mai non c’è un supervisore del Comune? Come mai tagliare due maxi cipressi? Vogliamo sapere perché».