Ecco come potremmo votare alle elezioni politiche del 2027: tornano le preferenze

Proseguono al Senato - tra polemiche e scontri verbali - le votazioni agli emendamenti alla riforma della legge elettorale. La giornata di ieri ha cominciato a delineare con maggiore precisione le regole con cui - molto probabilmente - voteremo alle Politiche 2027.

La prima novità riguarda il ritorno delle preferenze che, a differenza di quanto accaduto alla Camera lo scorso 14 luglio, sono state approvate in Senato. 

La seconda riguarda la cosiddetta "norma anti-cespugli" sulla cui cancellazione la maggioranza ha trovato un accordo.

La terza, infine, riguarda l'aumento del numero di firme da raccogliere per poter presentare le liste da parte dei partiti che non hanno una rappresentanza in Parlamento. 

I prossimi giorni saranno dedicati all'approvazione del resto degli emendamenti, mentre la votazione definitiva è prevista per martedì 15 settembre. Dopodiché lo Stabilicum - questo il nome della nuova legge elettorale - dovrà tornare alla Camera dei Deputati per essere approvato definitivamente.

Questo ulteriore passaggio è necessario dal momento che il testo in via di approvazione al Senato è stato modificato rispetto a quello licenziato da Montecitorio. L'approdo alla Camera è previsto per il 28 settembre.

L'obiettivo della maggioranza di centrodestra è di approvare la nuova legge prima di Natale così da essere pronti anche in caso di elezioni anticipate.

Tornano le preferenze dopo 35 anni, ma con i capilista bloccati

La giornata di giovedì 10 settembre ha segnato un passaggio importante nell'iter della nuova legge elettorale poiché ha sancito la reintroduzione delle preferenze dopo 35 anni. 

Ieri pomeriggio, infatti, il Senato ha approvato con 97 sì l'emendamento del senatore di Fratelli d'Italia, Marco Lisei, che introduce il sistema delle preferenze con i capilista bloccati.

Una soluzione che è frutto della mediazione con Forza Italia e Lega, contrari alla reintroduzione dei nomi sulle schede elettorali. In pratica gli unico nomi bloccati saranno quelli dei capilista che saranno indicati dai partiti e per i quali non sarà necessario esprimere preferenze, perché votando la lista si voterà automaticamente anche il loro nome.

Dal secondo nome in poi l'elettore dovrà indicare la sua preferenza con una crocetta e ad essere eletto sarà chi prende più voti. Prevista l'alternanza tra uomini e donne. 

L'emendamento di Lisei ha incassato 67 voti contrari, tutti dell'opposizione che aveva presentato un subemendamento che prevedeva l'introduzione delle preferenze fin dal primo nome in lista, senza quindi nomi bloccati.

Per qualche ora l'emendamento a prima firma Pd aveva creato fibrillazioni in maggioranza dopo l'apertura di FdI, ma alla fine la maggioranza ha votata compatta e lo ha bocciato con 99 voti contrari e nessun astenuto. 

La maggioranza cancella la norma anti-cespugli e aumenta le firme 

La maggioranza di centrodestra ha anche trovato l'accordo sulla cosiddetta norma anticespugli già approvata alla Camera. La norma prevede l'esclusione dal calcolo dei voti ottenuti dai partiti - parte di una coalizione - che raggiungono la soglia di sbarramento del 3%.

L'unica eccezione è rappresentata dal migliore, ovvero, dal partito che ottiene la percentuale più alta sotto il 3%. 

Il governo ha dato parere favorevole all'emendamento a prima firma della senatrice Zedda di Fdi che elimina completamente la soglia anti-cespugli nella legge elettorale, ora al 3% e introdotta alla Camera con un emendamento di Fi.

Emendamento che introduce anche un'altra novità relativa all'aumento del numeri di firme che formazioni politiche non presenti in Parlamento dovranno raccogliere per ogni collegio plurinominale per presentarsi alle elezioni, portando da 1500 a 9mila il numero minimo e da 2000 a 10mila il numero massimo per ogni collegio plurinominale.

Niente ballottaggio: il premio di maggioranza scatta al 42 per cento

Non ci sarà, invece, nessun ballottaggio in caso di mancato raggiungimento della soglia del 42%. La maggioranza di governo nei giorni scorsi ha deciso per il ritiro dell'emendamento del senatore Marcello Pera.

Non cambierà invece la soglia per ottenere il premio di maggioranza che resta fissato al 42% dei consensi. In pratica la coalizione che raggiungerà o supererà tale soglia avrà dei seggi in più alla Camera e al Senato.

Se nessun partito o coalizione raggiungerà tale soglia, i seggi saranno assegnati con il calcolo proporzionale puro.