Economia circolare e competitività industriale: l’appuntamento è a Rimini dal 3 al 6 novembre

Ecomondo riunisce gli attori strategici della transizione green. Fra i partner presenti anche CONAI, il Consorzio Nazionale Imballaggi

Italian Exhibition Group S.p.a. 27 ottobre 2026 10:00

La sfida dell’economia circolare consiste sempre di più nel riuscire a trasformare i rifiuti raccolti attraverso il riciclo in una risorsa da reimmettere nei cicli produttivi e che l’industria possa realmente riutilizzare. Il riciclo smette così di essere l’ultima fase della gestione di un rifiuto, ma diventa il primo passaggio di una nuova filiera. 

Un palcoscenico d'eccezione per l'economia circolare e rigenerativa

Oggi parlare di transizione ecologica non significa solo ridurre gli impatti sull’ambiente, ma ripensare i sistemi produttivi, rendendoli sempre più efficienti, circolari e resilienti, e ridisegnare il modo in cui i prodotti vengono progettati, favorendo la riparazione, il riuso, il riciclo e la trasformazione dei rifiuti in materie prime seconde.

È questa la chiave di lettura fornita dalla 29a edizione di Ecomondo, l’evento internazionale organizzato da Italian Exhibition Group dal 3 al 6 novembre alla Fiera di Rimini, che ha fra i suoi protagonisti anche CONAI - il Consorzio Nazionale Imballaggi.

A Ecomondo saranno oltre 1.800 gli espositori presenti e più di 1.000 gli hosted buyer coinvolti in collaborazione con MAECI - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. La manifestazione vedrà inoltre la partecipazione di oltre 60 rappresentanti di associazioni internazionali e di numerosi membri associati, provenienti da numerosi Paesi, espressione dei diversi settori merceologici presenti in fiera.

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Una parte significativa del programma convegnistico di Ecomondo – composto da oltre 70 eventi curati dal Comitato Tecnico Scientifico internazionale presieduto dal professor Fabio Fava, con il coinvolgimento di partner istituzionali pubblici e privati europei e internazionali, a cui si aggiungono anche altri appuntamenti organizzati da partner ed espositori – sarà dedicata al rapporto tra industria e circolarità. Tra i focus dell’edizione 2026 figurano efficienza delle risorse, packaging, materie plastiche, materie prime critiche e Circular Economy Act, ma anche la finanza per la transizione ecologica e la cooperazione internazionale in particolare nel bacino del Mediterraneo e con l’Africa.

Si parlerà inoltre di cambiamento climatico, di adattamento, di preservazione, ripristino e rigenerazione degli ecosistemi terrestri e acquatici e delle città e di salvaguardia della biodiversità, così come delle politiche europee e degli investimenti per accelerare la transizione.

Fra gli appuntamenti in programma, ci sarà anche la XV edizione degli Stati Generali della Green Economy organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il patrocinio della Commissione europea e del Ministero delle imprese e del Made in Italy.

Il layout di Ecomondo occuperà circa 169.000 metri quadrati lordi distribuiti su 30 padiglioni, con aree dedicate alla valorizzazione dei rifiuti, al tessile, al ciclo dell’acqua, alla bioeconomia e alla bioenergia, alle città salubri e circolari e alle nuove tecnologie ambientali, oltre che a Start-up e PMI innovative e alle competenze green.

Il valore del riciclo

Da sola, la filiera europea del riciclo genera ogni anno 555 miliardi di euro di impatto economico. Non si parla quindi solo di benefici ambientali. Recuperare materiali significa anche ridurre la dipendenza dall’estero, alimentare filiere industriali, creare occupazione e mettere a disposizione delle imprese risorse che possono tornare rapidamente nei processi produttivi.

Oltre a generare, la filiera europea produce anche 222 miliardi di valore aggiunto e sostiene oltre 3 milioni di posti di lavoro. A questi dati si aggiunge il potenziale delle materie prime seconde: nelle principali filiere manifatturiere analizzate, il loro utilizzo potrebbe abilitare altri 325 miliardi di euro di fatturato. Su questo terreno si concentra lo studio “Una nuova politica industriale europea per l’Economia Circolare”, realizzato da TEHA Group con CONAI e che il Consorzio presenta ufficialmente a Ecomondo il 3 novembre dopo un’anteprima a Cernobbio.

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L'Europa ricicla, ma utilizza ancora pochi materiali riciclati

Il problema emerge soprattutto quando si guarda a ciò che accade dopo il recupero dei materiali. Nel 2024 il tasso di utilizzo circolare dei materiali nell’Unione europea si è fermato al 12,2%. L’Italia si colloca più avanti, con un tasso del 21%, ma la Commissione punta a raggiungere il 24% entro il 2030 a livello comunitario. Per l’Europa significherebbe quasi raddoppiare il valore registrato nel 2024 nell’arco di pochi anni.

Non parliamo solo di aumentare la capacità di raccogliere e riciclare, ma della possibilità di riportare realmente quei materiali dentro l’industria. Ed è qui che compare una delle contraddizioni più evidenti: l’Europa importa materiali riciclati da Paesi extra UE e contemporaneamente esporta rifiuti.

È proprio su questo punto che la ricerca di TEHA Group e CONAI propone la costruzione di un mercato europeo delle materie prime seconde più integrato, nel quale domanda e offerta riescano a incontrarsi senza rendere il materiale riciclato europeo meno competitivo rispetto alle alternative.

A Rimini CONAI porterà anche “Muovi il futuro”, campagna realizzata insieme al CONI e già presentata al Giffoni Film Festival 2026, che si rivolge soprattutto alle generazioni più giovani, attraverso il linguaggio dello sport.

Per conoscere il programma degli appuntamenti e gli approfondimenti dedicati all’economia circolare, le informazioni aggiornate sono disponibili attraverso i canali ufficiali di Ecomondo e CONAI.