Edoardo Bennato compie 80 anni, le sue canzoni più famose

Nato a Napoli il 23 luglio 1946, è uno dei maggiori esponenti del rock italiano. I suoi testi sono noti per l’ironia graffiante con brani diventati pezzi della storia della musica del Bel Paese

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Edoardo Bennato è uno dei maggiori esponenti del rock italiano oltre a essere stato il primo cantautore nostrano a ricevere l’etichetta di punk nel 1974. Voce inconfondibile e testi dall’ironia graffiante, alcuni suoi brani sono entrati di diritto nella storia della musica del nostro Paese. Nato a Napoli il 23 luglio 1946, a 80 anni è ancora attivissimo sul palco. Dagli inizi faticosi, con una porta chiusa in faccia dalla Rai perché la sua voce era ritenuta  "sgraziata", al trasferimento a Londra dove ha costruito la sua 'one man band' fatta di un "tamburello a pedale e il porta armonica", fino al ritorno in Italia e al successo: la storia di Bennato parla di sacrificio ma anche di successo. Alcuini dei più bei brani della canzone italiana sono suoi: da Un giorno credi a L’isola che non c’è, ecco cinque canzoni del “rocker senza fili” che hanno segnato generazioni di fan. 

Un giorno credi 

Un giorno credi è una canzone composta nel 1973 per la parte musicale dallo stesso Edoardo Bennato e per il testo da Patrizio Trampetti. Si tratta del primo grande successo del cantautore, pubblicato nell’album di debutto Non farti cadere le braccia. Il brano parla del ricordo di un amore infelice che diventa fatica di vivere. 

Un giorno credi di esser giusto/E di essere un grande uomo/In un altro ti svegli e devi/Cominciare da zero/Situazioni che stancamente/Si ripetono senza tempo/Una musica per pochi amici/Come tre anni fa”.

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Il gatto e la volpe

Il gatto e la volpe è stata composta e interpretata da Bennato nel 1977 e inserita tra le tracce dell’album Burattino senza fili. Il testo della canzone, così comeil disco dal quale è tratta, è ispirato a Le avventure di Pinocchio, il romanzo di Carlo Collodi. Il brano, in particolare, prende in esame il primo incontro del burattino con il Gatto e la volpe, cantato dal punto di vista di quest'ultimo. Analogamente al libro originale, i due personaggi rappresentano chi cerca di sfruttare le persone, facendo leva sull'ingenuità e sulla fiducia mal riposta. Il riferimento del cantante è al mondo dello show business e dei talent scout impegnati ad accattivarsi la simpatia e la fiducia di un artista alle prime armi, al fine di truffarlo.

“Quanta fretta, ma dove corri; dove vai/se ci ascolti per un momento, capirai/lui è il gatto, e io la volpe, siamo in società/di noi ti puoi fidar./Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai/i migliori in questo campo, siamo noi/è una ditta specializzata, fa un contratto e vedrai/che non ti pentirai/Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai/noi sapremo sfruttare le tue qualità/dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso/per le celebrità!”.

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L’isola che non c’è

L’isola che non c’è è una delle canzoni in assoluto più famose di Edoardo Bennato. Uscita nel 1980 con il disco Sono solo canzonette, si ispira alla fiaba di Peter Pan ed è un invito a non smettere mai di sognare e di credere nella fantasia. Nel testo emerge un contrasto tra ragione e fantasia e un’indicazioe sulla strada da seguire per trovare “l’isola” che esiste davvero ma non è un posto fisico, bensì mentale, uno stato d’animo e la parte dell’adulto che resta bambina e che permette di trasformare i sogni in realtà. 

“Seconda stella a destra/questo è il cammino/e poi diritto, fino al mattino/poi la strada la trovi da te/porta all’isola che non c’è./Forse questo ti sembrerà strano/ma la ragione/ti ha un po’ preso la mano/ed ora sei quasi convinto che/non può esistere un’isola che non c’è”. 

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Viva la mamma!

Viva la mamma!, è un singolo uscito nel 1989 e inserito nell’album Abbi dubbi. Proprio grazie al successo di questa canzone, il disco è stato uno dei più venduti del cantautore napoletano. Il brano è diventato, nel corso degli anni, uno dei più celebri sulla figura materna in Italia ed è un chiaro omaggio al rock and roll degli anni ’50, nel videoclip infatti Bennato e la sua band vestono i panni di musicisti dell'epoca, con giacche eleganti, capelli brillantinati e atmosfere da vecchio show televisivo in bianco e nero. 

“W la mamma/affezionata a quella gonna un po’ lunga/così elegantemente anni cinquanta/sempre così sincera/W la mamma/W le donne con i piedi per terra/le sorridenti miss del dopoguerra/pettinate come lei/Angeli ballano il rock ora/tu non sei un sogno tu sei vera/W la mamma perché/se ti parlo di lei non sei gelosa!”.

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Un’estate italiana (Notti Magiche)

Un’estate italiana è anche noto come Notti Magiche ed è una canzone composta da Giorgio Moroder, Edoardo Bennato e Gianna Nannini come brano ufficiale del Mondiale di calcio del 1990 che si svolse in Italia. Il pezzo, uscito a novembre del 1989, è risultato il singolo più venduto nel nostro Paese e, storicamente, l'ultimo 45 giri a ottenere un massiccio riscontro commerciale prima della sparizione di tale supporto dal mercato discografico. La canzone è diventata un inno degli Azzurri durante i Mondiali e nell’estate 2021 è tornata a essere intonata in occasione della vittoria dell’Italia agli Europei 2020 (che a causa della pandemia da Covid-19 si sono svolti l’anno dopo). Un’estate italiana è stata ascoltata e intonata come coro, dopo ogni partita, dalla nazionale italiana finendo per essere nuovamente diffusa dai media.

“Forse non sarà una canzone/A cambiar le regole del gioco/Ma voglio viverla così quest’avventura/Senza frontiere e con il cuore in gola/E il mondo in una giostra di colori/E il vento che accarezza le bandiere/Arriva un brivido e ti trascina via/E sciogli in un abbraccio la follia/Notti magiche inseguendo un goal/Sotto il cielo di un'estate italiana/E negli occhi tuoi voglia di vincere/Un’estate, un'avventura in più”.

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