Per giorni lo hanno chiamato «il cecchino di Prati». E ora che finalmente tutti sanno il nome dell'uomo che ha ferito Cristina Stillitano, in molti sono stupiti. Non pensavano che si trattasse di Edoardo Crescimanno Ciardiello, cinquantenne romano che vive in via della Giuliana, proprio di fronte al punto in cui la quarantanovenne è stata ferita. «Non si tratta dell'uomo di cui sospettavamo tutti nel quartiere, lui neanche lo conosco. Non so chi sia», ha detto la vittima dal suo letto d'ospedale dove è ancora ricoverata.
L’insospettabile di Prati: «Girava con una stampella lo conoscevano in pochi»
Un insospettabile che era sconosciuto nel Rione. Lì i pochi residenti e commercianti che lo ricordano lo descrivono come una «persona normale». Anche se forse, nell'ultimo periodo, iniziava ad avere «qualche problema», legato probabilmente a questioni economiche dato che «aveva perso il lavoro». Disoccupato, dunque, cercava aiuto tra la gente che lo conosceva. «A marzo è venuto a chiedermi i soldi», ricorda Gianrico Sivori, che ha un ristorante in via della Giuliana. «Aveva un aspetto trasandato, si muoveva con una stampella. Però non è stato aggressivo nei miei confronti. Mi ha chiesto qualche soldo, gli ho dato 20 euro e poi lui è andato via».
Nonostante le difficoltà economiche, la scelta di comprare una carabina ad aria compressa con la quale lunedì pomeriggio, dalla finestra del suo appartamento, ha sparato a Stillitano colpendola a un braccio. Da quella stessa finestra da cui lo scorso 20 aprile, in piena notte, ha scattato una foto immortalando la Cupola di San Pietro e via della Giuliana, proprio nel punto dove ha mirato lunedì scorso con la sua carabina. Dettagli che per i carabinieri sono stati fondamentali per incastrarlo.
I social
Il cinquantenne è molto attivo sui social. Diversi i video e le foto in cui racconta la sua vita. Non solo i paesaggi di Roma di notte, ma anche le cene con gli amici e le giornate in piscina. Scene di vita quotidiana, alternate a foto realizzate con l'intelligenza artificiale. Come quella di Yusuf Dikeç, il tiratore turco diventato famoso alle Olimpiadi di Parigi 2024 perché si presentò alla gara di tiro con la pistola ad aria compressa con un equipaggiamento molto più semplice rispetto agli altri: normali occhiali, tappi per le orecchie quasi invisibili e una mano in tasca. Niente visori e protezioni specialistiche usate da molti avversari. Un dettaglio che farebbe intuire la sua passione per le armi. Ma cosa l'abbia portato poi a usare quelle armi contro i passanti, non è ancora chiaro.
Lui dice di averlo fatto «per divertimento». Per riempire le sue giornate. I parenti invece non sanno darsi una spiegazione. «È come un bambino», ha detto uno zio, sconvolto per l'accaduto.
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