Electrolux, appello degli operai a Mattarella: «Lei, custode della Costituzione, ci riceva a Pordenone»

SUSEGANA - La vertenza Electrolux arriva fino al Quirinale. E a portarcela sono anche i lavoratori dello stabilimento di Susegana, che ieri hanno inviato una Pec al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedergli un incontro in occasione della sua presenza a Pordenonelegge, domenica 20 settembre.

L'obiettivo delle Rsu di Fim, Fiom e Uilm è poter illustrare direttamente al capo dello Stato la situazione della fabbrica trevigiana, le preoccupazioni per il futuro occupazionale e le conseguenze del piano industriale presentato dalla multinazionale.

Una richiesta che arriva mentre la vertenza sta entrando in una fase decisiva e alla vigilia dello sciopero nazionale di gruppo del 15 settembre. Nella lettera inviata al Quirinale, le Rsu parlano di una situazione arrivata a un «punto di criticità inaccettabile» dopo l'ultimo tavolo ministeriale.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, nonostante le richieste avanzate dal sindacato, Electrolux continua a considerare confermata la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi e il piano di riduzione degli organici in Italia.

I numeri di Susegana

È però sulle ricadute per lo stabilimento trevigiano che le Rsu concentrano una parte importante della loro denuncia. Nella Pec a Mattarella vengono indicati 240 esuberi su 745 operai e altri 180 su 360 impiegati.

Complessivamente, si tratta di 420 esuberi a Susegana. Numeri che, secondo i sindacati, si inseriscono in un piano nazionale che prevede ora 1.450 esuberi, dopo che la prima versione del progetto parlava di 1.719.

Per le Rsu, il problema non riguarda però soltanto il numero degli addetti destinati a uscire dall'azienda. Nella lettera viene contestata anche la richiesta di modificare l'organizzazione del lavoro, superando gli accordi sindacali esistenti e aumentando i ritmi sulle linee di montaggio. Nella Pec viene indicata la possibilità di arrivare fino a 140 pezzi l'ora, insieme all'introduzione di un unico turno continuato giornaliero. È uno dei punti che maggiormente preoccupa i lavoratori dello stabilimento di Susegana.

La richiesta di maggiore flessibilità viene contestata dai sindacati, che la ritengono incompatibile con condizioni di lavoro sostenibili. «Non possiamo accettare che la competitività aziendale venga perseguita riducendo i diritti, aumentando i ritmi e compromettendo la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro», scrivono le Rsu. A questo si aggiunge il tema delle garanzie industriali.

L'appello al presidente

Da qui la decisione di rivolgersi direttamente a Mattarella. Nella Pec le Rsu chiedono al presidente «un segno di attenzione» e «un supporto morale», arrivando a chiedere, se possibile, «l'onore di un'udienza» per poter illustrare personalmente la situazione.

Nella lettera le Rsu richiamano anche il ruolo del presidente della Repubblica come custode della Costituzione e dei valori fondamentali del lavoro e della dignità della persona. L'iniziativa di Susegana si inserisce nella mobilitazione che sta coinvolgendo tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.

Martedì 15 settembre è infatti previsto lo sciopero nazionale con manifestazione unitaria a Cerreto d'Esi, lo stabilimento di cui Electrolux ha annunciato la chiusura. La protesta punta a fermare il piano e a chiedere alla multinazionale di tornare al tavolo con una proposta diversa.

Fim, Fiom e Uilm, insieme alle Rsu e ai lavoratori, chiedono il ritiro dell'attuale piano industriale e l'elaborazione di una nuova strategia che garantisca occupazione, produzioni e prospettive agli stabilimenti italiani.

Parallelamente viene rilanciata al ministro Adolfo Urso la richiesta di riconvocare con urgenza il tavolo nazionale. L'ipotesi di un nuovo incontro tra il 5 e l'8 ottobre, ventilata nei giorni scorsi, viene considerata troppo lontana dai sindacati, che chiedono di intervenire prima che la vertenza entri nella fase attuativa sulla chiusura di Cerreto d'Esi e sugli esuberi.

È questo il messaggio che i lavoratori vogliono portare anche a Mattarella, approfittando della sua presenza a pochi chilometri dalla Marca. «Signor Presidente, Lei che è custode della Costituzione e dei valori fondamentali del lavoro e della dignità della persona, Le chiediamo un segno di attenzione, un supporto morale e, se possibile, l'onore di un'udienza per poterle illustrare direttamente la gravità della nostra situazione. I lavoratori di Susegana non sono un costo da tagliare, ma il cuore pulsante di un territorio che chiede solo giustizia, rispetto e un futuro certo» scrivono nella lettera.