Electrolux, la marcia dell'ira: lavoratori in sciopero. E scatta l'ultimatum: «Bloccheremo gli straordinari»

PORCIA (PORDENONE) - Un'assemblea pubblica con un'ora e mezza di sciopero e un corteo che ha attraversato lo stabilimento fino alla portineria nord. È la risposta dei lavoratori Electrolux di Porcia all'esito dei tavoli tecnici al Mimit, illustrato ieri dalle Rsu e segretari provinciali di Fim Fiom e Uilm, davanti a una platea di operai e giornalisti. La mobilitazione, convocata dalle organizzazioni sindacali, ha preso avvio davanti alla mensa, dove i lavoratori si sono radunati indossando una maglietta gialla con la scritta "Electrolux non si spegne", slogan scandito lungo tutto il percorso fino ai cancelli.

I sindacati: «Electrolux non ha ancora fatto una vera proposta»

È stato Piero Mancino, Rsu Fiom, che ha ricostruito punto per punto la situazione. «Electrolux non ha ancora fatto una vera e propria proposta, non ha presentato un piano industriale alternativo», ha ricordato, sottolineando come le produzioni continuino a essere spostate e come gli esuberi restino "lì sul piatto". Mancino ha ribadito che «è impossibile cominciare una discussione tecnica col presupposto che tu nel giro di tre anni chiudi la fabbrica», riferendosi alla conferma della chiusura di Cerreto d'Esi entro fine anno e al dimagrimento degli altri stabilimenti che ne ipotecano la sostenibilità. Proprio Cerreto è diventato «la cartina di tornasole di tutta questa vicenda». Mancino ha ricordato che nell'ultimo incontro il ministro Urso aveva parlato di continuità produttiva del sito fino all'individuazione di un nuovo soggetto industriale, mentre venerdì l'azienda ha comunicato che «a dicembre Cerreto chiude i battenti, tutti a casa». Una decisione che, se confermata, aprirebbe la strada all'avvio della procedura già entro fine settembre, con un tavolo politico in ottobre che arriverebbe "tardi" e con margini di manovra ridotti. Durante l'assemblea, Mancino ha denunciato anche la richiesta aziendale di aumentare ulteriormente le cadenze produttive: «Bisogna aumentare i giri di manovella», ha riassunto la richiesta di Electrolux il rappresentante dei lavoratori di Porcia. Nel documento presentato ai sindacati, ha spiegato, «improvvisamente non c'è più il passo», l'indicatore che definisce la soglia massima giornaliera di pezzi prodotti. «Ci hanno detto che si può andare anche oltre 140 pezzi/ora, fino a quando la linea va. Una cosa del genere è insostenibile».

La mobilitazione di ieri nasce anche dalla necessità di una presa di posizione politica: «Il governo deve provare a fermare Electrolux». E ha avvertito: «Se questa vicenda non si chiude con un accordo vero, Electrolux se li può scordare gli straordinari», facendo riferimento ai rumors che vorrebbero la direzione di fabbrica ipotizzare di fare ricorso a prestazioni aggiuntive tra ottobre e dicembre per far fronte alla domanda di mercato. Infine Mancino ha lanciato una proposta al territorio. «C'è stata Pordenone pedala, nei prossimi giorni ci sarà Pordenonelegge, dopo ancora ci sarà Pordenone pensa. Forse sarebbe il caso di iniziare a pensare ad un evento dal titolo Pordenone lavora». Perché è il lavoro che ha creato le condizioni per organizzare eventi culturali e iniziative sociali. Lavoro che, oggi, viene messo a rischio. Non solo per i 463 potenziali esuberi di Porcia, il 34% della forza lavoro, ma anche per l'indotto, un migliaio si stima i posti a rischio nella filiera dell'elettrodomestico, e gli altri esuberi nei 4 stabilimenti italiani, in tutto 1.454. Al termine dell'assemblea, i lavoratori hanno sfilato fino alla palazzina direzionale, presidiandola per alcuni minuti prima di rientrare alle postazioni.

Il vertice

Nel pomeriggio è arrivata la nota del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha confermato l'incontro di oggi alle 10 tra il Mimit e i governatori delle Regioni coinvolte: «Il governo sta proseguendo con il massimo impegno nel suo lavoro di mediazione con l'azienda perché il piano di esuberi presentato è per noi totalmente inaccettabile». Ciriani ha indicato la prima settimana di ottobre come finestra per il tavolo con il ministro Urso, con indiscrezioni che collocano la data tra il 5 e l'8 ottobre. Una convocazione che rischia però di arrivare tardi rispetto ai tempi previsti dalle procedure per la chiusura di siti produttivi. Se è vero che Electrolux intende chiudere Cerreto a fine anno, necessariamente dovrà avviare l'iter con un'azione unilaterale - entro fine settembre, e il confronto politico di ottobre si aprirebbe in un clima di forte contrapposizione, con margini di intervento molto più stretti. Intanto da Porcia i lavoratori avvertono: la vertenza «andrà avanti fino a quando quel piano non sarà effettivamente ritirato e non ci saranno prospettive per tutti gli stabilimenti e per l'occupazione».