Elettra Lamborghini: «Sto curando i miei traumi infantili. Le gemelline Lucrezia e Flaminia? Non ne ero entusiasta, ma se sono qualcuno lo devo anche a loro»

Elettra Lamborghini trascorreva le sue estati al mare. A Riccione. Prima sotto l'ombrellone poi alla sera in giro con amici per un gelato. «Niente di speciale», racconta al settimanale F. Un'infanzia passata anche a cavallo. «Ho fatto tante gare, sono arrivata a livelli piuttosto alti, diventando campionessa regionale. (...) Purtroppo i cavalli non vivono per sempre, due dei miei preferiti sono morti, e da lì mi sono un po’ abbattuta e non ho più avuto voglia di gareggiare. Sono sei anni che non faccio più gare. Ma ho ancora due cavalli, Dadi ed Ermes Time Gun, li adoro».

L'infanzia e la passione per i cavalli

Una ragazzina che gareggiava per vincere. «Ero molto competitiva e volevo sempre vincere. Mio papà mi seguiva, veniva a vedermi, era molto orgoglioso di me ed era bello condividere con lui questa passione per i cavalli». Ma, continua a raccontare a F, «fin da piccola volevo diventare cantante ed ero stregata dalla televisione». Ma di quell'infanzia si porta dientro anche dei «traumi, un mucchio di traumi (ride). Li sto curando un po’ tutti, piano piano. Non è facile, però ci sto provando».

Il matrimonio con Afrojack

Si sente fortunata anche in amore. Da sei anni è sposata con Afrojack, deejay olandese. «Da subito ho sentito che c’era un’affinità assoluta tra noi e che la vita con lui sarebbe stata migliore della vita senza di lui.

E che avremmo potuto camminare fianco a fianco. Mi sono sposata presto, non era assolutamente nei miei programmi, invece è successo perché doveva succedere». E la distanza per impegni di lavoro non è un problema, anzi: «Aiuta a mantenere il fuoco. Comunque non stiamo lontani quanto si possa pensare, cerchiamo di passare più tempo possibile insieme, ci spostiamo insieme, organizziamo il nostro tempo venendoci incontro».

Le gemelline

Il rapporto di Elettra con le due gemelle, di qualche anno più piccole, Lucrezia e Flaminia? A F racconta che inizialmente l'impatto non è stato semplice. «Mi è stato raccontato che quando loro due arrivarono e io avevo cinque anni, non ero esattamente entusiasta. Suppongo che le vivessi come una minaccia, ma oggi non potrei immaginare la mia vita senza di loro. Le chiamo le mie bimbe e ci sentiamo ogni giorno, commentiamo nel nostro gruppo WhatsApp tutto quello che ci succede o quello che vediamo in giro. Se un giorno dovessi avere un figlio o una figlia, vorrei che assomigliasse a Lucrezia e a Flaminia perché sono serie, affettuose. Sono brave persone. E se io oggi sono qualcuno, lo devo anche a loro».


Ultimo aggiornamento: mercoledì 19 agosto 2026, 12:50

© RIPRODUZIONE RISERVATA