Stoccolma, 14 settembre 2026 – Una sfida elettorale all’ultima scheda. Dopo una lunga notte ricca di colpi di scena, la Svezia si risveglia senza un vero vincitore. I risultati delle elezioni nazionali svedesi mostrano un leggero vantaggio per l'opposizione di centrosinistra sul governo di destra. Ma, al momento, il divario è talmente risicato da mostrare di fatto un testa a testa tra la leader dei socialdemocratici svedesi, Magdalena Andersson, e il premier Ulf Kristersson, leader dei Moderati, al governo dal 2022.
Lo scenario lascia presagire lunghe e difficili trattative tra i partiti. Secondo quanto comunicato dai seggi elettorali, il blocco di sinistra, guidato dalla leader dei socialdemocratici Magdalena Andersson, dovrebbe conquistare 176 seggi nel parlamento svedese – il Riksdag, composto da 349 seggi – sulla base dei voti provenienti da 6.195 dei 6.312 collegi elettorali svedesi. Il blocco di governo di destra del primo ministro Ulf Kristersson dovrebbe conquistare 173 seggi, con lo spoglio delle schede ancora in corso e i risultati definitivi attesi non prima di mercoledì.
I Socialdemocratici sarebbero primo partito con il 27,6%, seguiti con il 20% dai Moderati del premier Kristersson e con il 17,5% dalla destra radicale dei Democratici Svedesi. All'8,2% la Sinistra, mentre il Centro otterrebbe il 7,1% e i Cristiano-democratici il 6,3%. Passo indietro per i Verdi, che avrebbero il 6,2%, mentre i Liberali con il 5,5% resterebbero saldamente al di sopra della soglia di sbarramento del 4%.
Le elezioni, pur non cambiando probabilmente l'orientamento filo-occidentale e filo-ucraino della Svezia, potrebbero decidere se la spinta di Kristersson verso una linea dura di destra in materia di immigrazione continuerà o addirittura accelererà. Vista la serrata competizione, il vincitore potrebbe non essere noto per diversi giorni, dopo lo spoglio di tutte le schede provenienti dall'estero.
Testa a testa Andersson-Kristersson, ma il conteggio delle schede prosegue

Il conteggio delle schede elettorali in Svezia
Lo scrutinio è ancora in corso e l'esito definitivo non è atteso prima di mercoledì, ma i risultati delle elezioni in Svezia continuano a evidenziare un testa-a-testa con un lieve vantaggio dell'opposizione di centrosinistra sul governo di destra. Un risultato che – riflettono gli analisti – potrebbe frenare lo spostamento del Paese scandinavo lontano dalla sua tradizione liberale. La coalizione di sinistra, guidata dalla leader dei socialdemocratici Magdalena Andersson, è al momento accreditata di 176 seggi sui 349 del Parlamento, il Riksdag, sulla base dei voti espressi da 6.195 dei 6.312 distretti elettorali svedesi: lo ha comunicato dall'autorità elettorale.
L'alleanza di destra al governo, guidata dal primo ministro Ulf Kristersson, si fermerebbe invece al momento a 173 seggi. Le elezioni – sebbene difficilmente modificheranno l'orientamento della Svezia, filo occidentale e al fianco dell'Ucraina – potrebbero determinare se la linea di Kristersson verso una stretta politica sull'immigrazione, sempre più orientata a destra, proseguirà o addirittura subirà un'accelerazione. Data l'esiguità del distacco, hanno sottolineato gli esperti, il vincitore potrebbe non essere noto per diversi giorni, anche quando sarà completato il conteggio delle schede provenienti dall'estero.
Andersson: “Sono pronta a governare”

Magdalena Andersson ai seggi
La leader dei socialdemocratici svedesi, Magdalena Andersson, si è detta “pronta” a governare il Paese, ma la strada è tutta in salita. Il suo rivale, l'attuale primo ministro Ulf Kristersson, sembra ben deciso a resistere. “La questione di quale governo guiderà la Svezia negli anni a venire rimane aperta”, ha dichiarato ai suoi sostenitori durante la serata elettorale del suo partito. “Questo risultato elettorale potrebbe portare a una formazione del governo complicata, dove si arriverà è ancora da vedere”, ha aggiunto il premier.
La Svezia – si chiedono gli analisti – assisterà dunque al ritorno di “Magda”, come viene soprannominata nel Paese nordico? Oppure alla permanenza al potere di Ulf Kristersson, con l'ingresso di ministri dell'estrema destra, malgrado il calo del loro partito, passato dal 20 per cento a circa il 17,5 per cento dei voti? È questo che dovrà essere stabilito nelle prossime settimane, non appena sarà ultimato lo scrutinio.
Kristersson punta a trovare una “coalizione di governo che funzioni”

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson, leader del Partito Moderato
Meno entusiasta, ma decisamente più realista è Ulf Kristersson, premier svedese e leader dei Moderati. “Potrebbe volerci tempo, ma non abbiamo fretta. Fare le cose nel modo giusto è più importante che farle in fretta", ha detto Ulf Kristersson parlando della futura coalizione di governo della Svezia.
Per il premier svedese, il risultato è anche una sconfitta per la coalizione di centrosinistra. “È emozionante, il risultato elettorale non è ancora definitivo – aveva detto a urne ancora aperte – ma gli elettori hanno comunque dato un'indicazione chiara. I tre partiti di sinistra hanno ancora una volta fallito nel raccogliere una maggioranza nel Parlamento svedese", ha dichiarato. Kristersson ha inoltre affermato che ora contatterà gli altri leader di partito e valuterà se sia possibile “trovare una coalizione di governo in grado di funzionare”.
I socialdemocratici festeggiano, ma poi arretrano
In un primo momento ci sono stati i festeggiamenti dei socialdemocratici, dopo la pubblicazione dei primi exit poll. I media svedesi davano in quel momento un netto vantaggio a Magdalena Andersson, 59 anni, che sogna di tornare alla guida dell'esecutivo da quando ha lasciato il potere nel 2022, nonché un netto arretramento dell'estrema destra, alleata della coalizione al governo. Alla diffusione dei risultati, i suoi sostenitori hanno iniziato ad abbracciarsi sorridenti, bevendo un calice di spumante o una birra. Ma quel divario si è ormai considerevolmente assottigliato.
Secondo i risultati preliminari, sembrerebbe che il partito nazionalista si attesti in terza posizione dopo i Moderati, il partito di centrodestra guidato dal primo ministro uscente Kristersson.