Roma, 14 set. (askanews) – La leader dei socialdemocratici svedesi si è detta “pronta” a governare il Paese, al termine delle elezioni politiche di domenica che non hanno prodotto un vincitore chiaro, lasciando presagire lunghe e difficili trattative tra i partiti.
Il Paese scandinavo ha vissuto una notte elettorale ricca di colpi di scena, come spesso accade. In un primo momento ci sono stati i festeggiamenti dei socialdemocratici, dopo la pubblicazione dei primi exit poll. I media svedesi davano in quel momento un netto vantaggio a Magdalena Andersson, 59 anni, che sogna di tornare alla guida dell’esecutivo da quando ha lasciato il potere nel 2022, nonché un netto arretramento dell’estrema destra, alleata della coalizione al governo.
Alla diffusione dei risultati, i suoi sostenitori hanno iniziato ad abbracciarsi sorridenti, bevendo un calice di spumante o una birra. Ma quel divario si è ormai considerevolmente assottigliato. “Per il momento siamo in testa. E se questo risultato sarà confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo”, ha dichiarato Magdalena Andersson ai suoi sostenitori riuniti nel cuore della notte a Stoccolma.
Il vantaggio a cui fa riferimento è tuttavia minimo: i risultati preliminari attribuiscono alla sua coalizione 175 seggi, contro i 174 dell’alleanza tra destra ed estrema destra, al potere dal 2022. E il suo rivale, l’attuale primo ministro Ulf Kristersson, sembra ben deciso a resistere. “La questione di quale governo guiderà la Svezia negli anni a venire rimane aperta”, ha dichiarato ai suoi sostenitori durante la serata elettorale del suo partito.
La Svezia – si chiedono gli analisti – assisterà dunque al ritorno di “Magda”, come viene soprannominata nel Paese nordico? Oppure alla permanenza al potere di Ulf Kristersson, con l’ingresso di ministri dell’estrema destra, malgrado il calo del loro partito, passato dal 20 per cento a circa il 17,5 per cento dei voti?
È questo che dovrà essere stabilito nelle prossime settimane, non appena sarà ultimato lo scrutinio.