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- Elisabetta Riva si dimette. Addio della Sovrintendente al Teatro Comunale: "Lascio per motivi personali"
In carica dalla primavera del 2025, stava seguendo il ritorno a casa dell’opera. Dallo show di Baricco nel cantiere fino al jazz, passando per l’omaggio a Guccini. "Bologna, una città bellissima che mi ha accolto e alla quale resterò legata".

In carica dalla primavera del 2025, stava seguendo il ritorno a casa dell’opera. Dallo show di Baricco nel cantiere fino al jazz, passando per l’omaggio a Guccini. "Bologna, una città bellissima che mi ha accolto e alla quale resterò legata".

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Pacoda
Se l’obiettivo del compianto Ezio Bosso, prima della fine anticipata della sua collaborazione con il Teatro Comunale, era quello di rendere le pareti dell’istituzione culturale di Piazza Verdi permeabili, aperte alla città, Elisabetta Riva, ha seguito questa traiettoria, con intuizioni pop che non hanno avuto il tempo di dispiegarsi completamente. Come la Notte eretica#2, dedicata al libro di successo Breve storia eretica della Musica Classica, dello scrittore Alessandro Baricco, per il quale la Sala Bibiena fu riaperta, con i lavori in corso, eccezionalmente, con tanto di dj dance e palco trasformato in una pista da ballo, tutto prenotato con largo anticipo. E se questa iniziativa ha avuto grande eco, complice anche il fatto che fosse a ingresso gratuito, l’ex Sovrintendente ha bissato con gli appuntamenti di Opera Guccini. In pochi avrebbero scommesso su tre consecutivi ‘tutto esaurito’ per ascoltare la prestigiosa orchestra del Teatro Comunale di Bologna impegnata ad accompagnare le versioni in chiave lirica delle più famose canzoni del Maestrone. Invece è avvenuto. Certo la scomparsa del cantautore ha dato una notevole spinta, ma il dato rimane e l’attesa per questo spettacolo è molto alta.
Poi c’è il capitolo jazz, altra deviazione dal corso tradizionale di una stagione lirica, fortemente voluto dal sindaco Matteo Lepore e affidato alla bravura e alle relazioni di Paolo Fresu, che in Jazz on Shymphony ha coinvolto personalità di rilievo internazionale ancora durante il mandato di Fuvio Macciardi. Iniziativa che lei ha confermato, anche in questo caso con la sala sempre pienissima e il desiderio di far diventare la rassegna un appuntamento stabile, al quale il trombettista è già al lavoro. Insomma, un uso accorto del marketing e della comunicazione, sintetizzato perfettamente dallo slogan Ritorno a Itaca, scelto per raccontare il viaggio che, finalmente, in febbraio, farà approdare nuovamente il Comunale nella sua casa storica e naturale, finalmente restituita alla fruizione della comunità.
Versatilità che deriva sicuramente dall’esperienza decennale al Teatro Coliseo di Buenos Aires, dove lavorava prima di essere scelta come Sovrintendente. In quello spazio, infatti, ha portato grandi protagonisti del pop italiano, come Max Gazzè, ed è stata sempre lei a volere fortemente che lì facesse tappa il nuovo tour in Sud America di Jovanotti, che arriva il 22 ottobre nella capitale argentina, come parte di un ampio cartellone di respiro internazionale alla cui stesura ha contribuito prima di tornare in Italia per l’incarico bolognese. Lei, che si è sempre dichiarata una manager, ha avuto l’intelligenza di scindere realmente il ruolo di Sovrintendente (che deve, appunto, sovrintendere nella sua interezza, al funzionamento della macchina complessa e fortemente burocratica quali sono le Fondazioni Lirico Sinfoniche) da quello di direttore artistico, affidato a un profondo conoscitore del panorama musicale globale, quale è Pierangelo Conte.
Persona lungimirante, Elisabetta Riva lascia Bologna senza essere riuscita a completare questa piccola rivoluzione culturale che si era prefissata. Sua intenzione, che derivava da una passione personale, era quella, ad esempio, di immaginare una produzione che coinvolgesse, insieme all’Orchestra, artisti della scena elettronica contemporanea, per estendere ancora di più i confini del immaginario sonoro del Teatro che ha guidato. "È stata una scelta molto difficile – ha detto, annunciando il suo addio – dettata da circostanze familiari che mi impongono di rivedere le mie priorità. Lascio una città bellissima, che mi ha accolto e alla quale resterò profondamente legata, e un Teatro con il quale ho condiviso mesi intensi, ricchi di sfide e di progetti. Resto naturalmente a completa disposizione per assicurare un passaggio di consegne ordinato e garantire la continuità del lavoro svolto, della programmazione artistica e di tutti i progetti avviati. Anche in futuro, sarò felice di offrire il mio contributo e mantenere vivo il legame con Bologna e con il suo Teatro Comunale".
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