Il bottone antipanico. Violenze e aggressioni trasmesse in diretta alle forze dell’ordine

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Il pulsante installato sugli autobus di Rimini permette, se premuto, di allertare polizia e carabinieri e segnalare la posizione. Start: "Intervenire in tempo reale nelle situazioni di emergenza" .

Il pulsante installato sugli autobus di Rimini permette, se premuto, di allertare polizia e carabinieri e segnalare la posizione. Start: "Intervenire in tempo reale nelle situazioni di emergenza" .

Il pulsante installato sugli autobus di Rimini permette, se premuto, di allertare polizia e carabinieri e segnalare la posizione. Start: "Intervenire in tempo reale nelle situazioni di emergenza" .

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Un pulsante in cabina per dare l’allarme a polizia e carabinieri in caso di aggressione e mostrare in diretta quello che sta succedendo sull’autobus. Anche a Rimini gli autisti di Start Romagna potranno contare sul "Panic button", il sistema che permette alle forze dell’ordine di ricevere le immagini delle telecamere di bordo, localizzare il mezzo e valutare l’invio di una pattuglia. Venerdì scorso è stato firmato l’accordo tra prefettura, questura, comando provinciale dei carabinieri e azienda di trasporto. Il bottone è già presente su molti degli autobus della flotta di Start Romagna. A essere esteso al territorio riminese è il collegamento con le sale operative, sul modello avviato a Forlì-Cesena nel 2021. La firma apre dunque la strada all’attivazione del servizio anche nel bacino di Rimini, dove circolano circa 200 autobus già dotati di videosorveglianza.

Il funzionamento è semplice. Se a bordo si verifica un’aggressione o una situazione di grave pericolo, l’autista preme il pulsante d’emergenza. Il sistema invia la segnalazione alle forze dell’ordine e trasmette le riprese delle telecamere interne. Contemporaneamente comunica la posizione dell’autobus attraverso la geolocalizzazione. Gli operatori possono così vedere che cosa accade sul mezzo e sapere dove si trova. Sulla base delle immagini e delle informazioni ricevute, polizia e carabinieri valutano se far intervenire una pattuglia e dove indirizzarla. La tecnologia riprende il modello del video-allarme antirapina, impiegato nella protezione di attività commerciali come le gioiellerie. Nel caso degli autobus, alle immagini si aggiunge la posizione del veicolo, necessaria per raggiungere un mezzo che può trovarsi in fermata oppure lungo il percorso. Il precedente di Forlì-Cesena risale a cinque anni fa. Nel febbraio 2021 il Panic button era già entrato in funzione su una prima parte della flotta, nell’ambito del protocollo "Safe Travel Bus", con il coordinamento della prefettura e il coinvolgimento di questura e carabinieri. Allora il progetto si inseriva anche nelle misure adottate durante l’emergenza sanitaria, tra controllo degli assembramenti e rispetto delle regole sui mezzi pubblici.

"Con il Panic button portiamo anche sui nostri mezzi uno strumento all’avanguardia, che aggiunge un tassello importante al lavoro che stiamo mettendo in campo per la sicurezza di autisti e utenti", afferma Andrea Corsini, presidente di Start Romagna. Il collegamento deve servire anche a scoraggiare violenze e atti vandalici. "Il nostro obiettivo è da un lato intervenire in tempo reale nelle situazioni di emergenza, dall’altro prevenirle, scoraggiando e riducendo il rischio di comportamenti pericolosi", aggiunge il presidente. La firma arriva a pochi giorni dall’aggressione a un conducente della linea 9, avvenuta a Santa Giustina. L’autista era stato colpito al braccio con la cornetta del telefono della cabina dopo una discussione sull’orario di partenza. "Questo protocollo rappresenta un risultato concreto della collaborazione tra le forze dell’ordine e Start Romagna", commenta la prefetta di Rimini, Giuseppina Cassone. "La sicurezza è una priorità che richiede un impegno condiviso, capace di coniugare prevenzione, controllo del territorio e innovazione. Con questo accordo rafforziamo gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine per garantire interventi sempre più tempestivi contribuendo a rendere più sicuro anche il trasporto pubblico locale", conclude Cassone.

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