Nelle ultime 24 ore, le unità di controllo di frontiera di Ceuta, l'enclave spagnola in Marocco presa oggi d'assalto da migliaia di persone di origini magrebine, hanno recuperato i corpi di almeno 16 persone dalle acque. Lo riporta la Vanguardia, precisando che il numero totale di migranti stranieri ritrovati morti nelle acque di Ceuta quest'anno, mentre tentavano di raggiungere l'enclave via mare dal Marocco, sale così a 44. Se questa tendenza dovesse continuare, il bilancio delle vittime potrebbe raggiungere presto il totale di 46 registrato alla fine dello scorso anno.
Video Centinaia di migranti raggiungono Ceuta via mare
Il punto alle 23:45 ora italiana
Le forze di sicurezza marocchine non hanno neanche provato a fermare la valanga di uomini, donne con bambini in grembo, ragazzi, perfino persone disabili, che nel giro di poche ore - prima per mare, poi attraversando via terra la frontiera - hanno cambiato il volto di Ceuta, porta d'ingresso dell'Europa in Africa. Per giorni i droni, i sistemi laser e le motovedette della Guardia Civil hanno inseguito nel buio giovani, molti minorenni, che tentavano di raggiungere a nuoto la costa spagnola aggirando la scogliera frangiflutti del Tarajal. Ma la situazione è improvvisamente degenerata, con migliaia di persone che si sono riversate verso l'enclave spagnola alla luce del giorno, correndo verso la doppia barriera di confine. Le immagini di ragazzi fradici che raggiungono la riva e delle colonne umane lunghe chilometri sulle colline confinanti con Ceuta hanno riportato la città autonoma all'incubo del maggio 2021, quando oltre 8.000 migranti attraversarono la frontiera in appena 48 ore, provocando una grave crisi umanitaria e diplomatica con Rabat. Ora Madrid è pronta a mobilitare l'esercito per far fronte alla situazione. E mentre Bruxelles segue l'evoluzione della crisi e assicura il massimo impegno per proteggere le frontiere della Ue, a Roma la premier Giorgia Meloni si è detta pronta a sospendere Schengen con la Spagna dopo un confronto con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
"Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", ha scritto sui social la premier. Sulla stessa linea anche il ministro degli esteri Antonio Tajani. Immediata la replica di Madrid che per protesta ha convocato l'ambasciatore di Italia in Spagna. "Questo messaggio del ministro degli Esteri di un Paese amico e partner da cui ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica è indegno", ha scritto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, replicando al post di Tajani. A lanciare per primo l'allarme era stato il presidente dell'enclave, Juan Jesus Vivas, denunciando la pressione migratoria nell'ultima settimana con l'arrivo di 1.500-2.000 persone a nuoto, a un ritmo di 300 al giorno. "Siamo di fronte a un'assoluta emergenza umanitaria e sociale", ha ripetuto il governatore, che ha chiesto a Madrid di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, istituire un comando unico e rafforzare le forze di sicurezza con il dispiegamento dell'esercito a difesa della "sicurezza dei cittadini". L'Assemblea di Ceuta ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che sollecita la chiusura temporanea della frontiera col Marocco come misura "urgente e improrogabile" per quella che è stata definita "la più grave crisi degli ultimi anni".
Dietro la nuova ondata migratoria, povertà, assenza di prospettive e aspettative alimentate dai social network, assieme alla finestra di opportunità rappresentata dal bel tempo e il mare calmo, a un passo dallo Stretto di Gibilterra. Ma non solo. "Non trovano vie legali. la loro unica possibilità è buttarsi in mare ed entrare a Ceuta", racconta Ismail El Makdoubi, immigrato e presidente dell'associazione Exmenas. Secondo l'attivista, la recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo, che esclude i respingimenti immediati per chi raggiunge l'enclave a nuoto ha alimentato, insieme alle reti dei trafficanti e al tam-tam in Rete, la convinzione che attraversare il confine sia ora più facile. "Ci sentiamo abbandonati, senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare", è la voce dei residenti di Ceuta che raccontano la dimensione che la crisi sta raggiungendo in queste ore, con numerosi dispersi in mare e la Guardia Civil che ha recuperato almeno undici corpi di persone annegate. I testimoni descrivono l'inquietudine per il dramma umano e la situazione di insicurezza. "Siamo preoccupati per noi, ma anche per loro, molti arrivano feriti per le traversate a nuoto", raccontano. Le autorità iberiche non danno stime ufficiali dei migranti entrati. "La valanga umana raggiunge già i 5 chilometri alla frontiera", secondo la corrispondente di Tve. E fra le centinaia di ragazzi che entrano nell'enclave con le dita in segno di vittoria è arrivata anche Farath, ripresa dai media locali, campionessa della nazionale di pallavolo marocchina.
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