“La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e alla dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi“. Nella giornata mondiale contro la pena di morte, Papa Leone X manda un messaggio chiaro all’amministrazione Trump con un tweet accompagnato dall’hashtag “#NoDeathPenalty“. La presa di posizione arriva dopo l’annuncio della trasmissione in diretta streaming della fucilazione di Nidal Hasan, condannato per la strage di Fort Hood nel 2009. Già ieri il segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, aveva definito “non accettabile” la spettacolarizzazione, ribadendo “il pensiero della Chiesa in opposizione totale alla pena di morte”. Nei giorni precedenti aveva fatto scandalo anche la fallita esecuzione di Christa Pike, condannata a morte per un omicidio del 1995 e sopravvissuta a due iniezioni letali.
La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona. Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale: sono stati messi a punto sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi. #NoDeathPenalty
— Papa Leone XIV (@Pontifex_it) October 10, 2026
La strage di Fort Hood risale al 5 ottobre 2009, quando Hasan, psichiatra dell’esercito, entrò in un edifico sanitario della base militare, dove i soldati si sottoponevano a visite mediche. e aprì il fuoco al grido di “Allah Akbar”: rimasero uccise 13 persone e ferite oltre trenta. L’esecuzione del colpevole mediante fucilazione è stata approvata da Trump nei giorni scorsi. La trasmissione in streaming, invece, è stata annunciata venerdì dal capo del Pentagono Pete Hegseth: “Faremo in modo che la gente possa vederla. Che sia pubblica. Perché le persone devono capire che ci sono gravi conseguenze per questo tipo di azioni”. Una scelta condannata dall’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, che l’ha definita “una forma di tortura”.
Da parte sua, il vicepresidente JD Vance ha detto pubblicamente di non voler guardare la diretta: “Non so se accadrà davvero. Quest’uomo ha compiuto il peggior attentato terroristico sul suolo americano dopo l’11 Settembre. Se alla fine dovesse essere trasmesso in diretta streaming, io non la guarderò”, ha affermato rispondendo a una domanda su come conciliare la fede cristiana con l’esecuzione.